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Politica | 18 gennaio 2023, 14:20

Aumento compenso medici pronto soccorso, sostegno delle opposizioni ma con qualche riserva

Rossi (Pd): “Si tratta di un piccolo passo avanti che non risolve i problemi”

Aumento compenso medici pronto soccorso, sostegno delle opposizioni ma con qualche riserva

È passato con voto bipartisan il disegno di legge urgente della giunta regionale per aumentare da 60 a 100 euro l'ora il compenso per le prestazioni aggiuntive dei medici di pronto soccorso. In Consiglio un "sì" unanime ma con qualche riserva da parte delle opposizioni.

La minoranza ha presentato gli emendamenti per assicurare l’aumento sugli straordinari per i dirigenti medici che operano nei pronto soccorso. “Non c’è alcun dubbio riguardo alla necessità di sostenere l’attività dei pronto soccorso degli ospedali. Per questo motivo dall’opposizione abbiamo lavorato con l’obiettivo di migliorare il disegno di legge regionale. Nella formulazione originaria del testo si lasciava alla discrezionalità delle Asl la possibilità di corrispondere un aumento sugli straordinari per i dirigenti medici che operano nei pronto soccorso. Grazie a due emendamenti sottoscritti da tutte le forze di opposizione quella che sarebbe stata una possibilità diventa un obbligo evitando disomogeneità di applicazione sul territorio regionale e quindi di trattamento”. Il commento del consigliere Dem e vicepresidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi.

“Si tratta di un piccolo passo avanti (si passa da 60 a 100 euro l’ora per le prestazioni aggiuntive) che non risolve il problema -sottolinea Rossi- , ma ci auguriamo possa essere di aiuto ai tanti operatori, che ogni giorno lavorano in situazioni di eccessivo sovraccarico e stress, e quindi ai cittadini. Un tassello con cui si comincia anche ad affrontare il tema del contenimento del ricorso ai gettonisti che in Piemonte sta assumendo dimensioni preoccupanti per le casse del sistema sanitario.  Siamo consapevoli, però, che occorre predisporre al più presto un piano straordinario nazionale che metta al centro un finanziamento adeguato del sistema sanitario, con un investimento che che arrivi almeno al 7,5% del PIL, oltre ad una riforma della formazione medica e una nuova politica salariale per le professioni sanitarie. Per ora il Governo langue, ma ci aspettiamo possa esserci al più presto un'inversione di tendenza”.

Per i 5 Stelle si tratta di “una misura utile a premiare i professionisti che operano nella medicina d'urgenza ed un primo passo per combattere la deriva dei 'gettonisti' e delle cooperative. In Commissione -così i consiglieri Disabato, Sacco e Martinetti- ci siamo battuti per garantire gli aumenti su tutto il territorio piemontese ed evitare una possibile situazione a macchia di leopardo tra le Asl. Il prossimo passo dovrà essere quello di lavorare per risolvere il problema della carenza di personale che da anni contraddistingue gli ospedali piemontesi e al contempo estendere l'aumento salariale alle altre figure professionali della sanità, così come ai reparti in emergenza. Con le nostre proposte sono state corrette delle possibili distorsioni, ma ancora tanto resta da fare sul tema”.

Mario Giaccone (Lista Monviso), pur votando favorevolmente, ha accusato la Giunta Cirio di agire in emergenza, senza programmare, mentre Silvio Magliano (Moderati) ha invitato a ragionare sui tanti concorsi andati deserti e sui medici che sempre di meno vogliono impegnarsi nel sistema sanitario pubblico. Favorevole ma dubbiosa Francesca Frediani (Gruppo misto - M4O Unione Popolare): "Servono interventi più strutturali, come un piano assunzioni per far si che i pronto soccorso tornino a essere luoghi in cui si viene curati con la massima attenzione".


Redazione

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