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Attualità | 21 maggio 2022, 18:00

“Castello di Miasino sequestrato a boss della Camorra non ancora restituito alla collettività”

L’associazione Libera "striglia" la Regione che non userebbe le ex ville delle mafie

“Castello di Miasino sequestrato a boss della Camorra non ancora restituito alla collettività”

C’è anche il castello di Miasino (nella foto), a cavallo tra Novarese e Vco, nell’elenco dei beni confiscati alla mafia che non vengono utilizzati a dovere. A lanciare l’allarme, e strigliare il Piemonte, è stata l'associazione Libera, che ha sottolineato come la rinascita degli immobili tornati in capo alla regione, sia al palo. Nella fotografia “scattata” dall’associazione fondata da don Luigi Ciotti emerge come su 1034 “particelle” immobiliari confiscate, ben 793 non sono state destinate ad altro uso, nonostante la confisca stessa sia già passata in giudicato. Solo 146 beni hanno trovato nuova vita. Troppe poche, dunque, secondo Libera, le storie a lieto fine (e peggio del Piemonte ha fatto solo l’Emilia-Romagna).

Il castello di Miasino e il parco verde annesso, con spettacolare vista sul lago d'Orta, era stato consegnato ufficialmente qualche anno fa alla regione Piemonte dall'Agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia. Era stato di proprietà di Pasquale Galasso, “frutto dell’attività illecita del boss della camorra”, come ha scritto La Repubblica. “Per diversi anni – si legge nell’articolo uscito sabato sul quotidiano diretto da Molinari ­­– è stato gestito da una società riconducibile al boss. Sgomberato nel 2015, è stato assegnato alla Regione per fini fiscali. Ma il bando per ristrutturare il castello è stato pubblicato soltanto lo scorso anno”. E così, denuncia Libera, al momento non è ancora stato restituito alla collettività.



Redazione

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