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Economia e lavoro | 09 maggio 2022, 14:00

Superbonus 110%, dopo i timori arriva la proroga (per le villette) fino al 30 settembre

Confartigianato: "Ora aspettiamo risposte sulle cessioni del credito". In Piemonte quasi 5 pratiche ogni 1000 famiglie

Superbonus 110%, dopo i timori arriva la proroga (per le villette) fino al 30 settembre

La proroga, dopo i timori legati alle parole di Mario Draghi. Il Superbonus 110% "allunga" i suoi tempi fino al 30 settembre, almeno per quanto riguarda le villette unifamiliari. Un guadagno di 3 mesi che per il settore dell'edilizia (ma anche per i privati coinvolti) rappresenta una vera boccata d'ossigeno. Anche in considerazione di uno strumento normativo che, in Piemonte, sta funzionando molto bene grazie a quasi 5 pratiche ogni 1000 famiglie.

La novità voluta dal Governo consentirà dunque 90 giorni in più per raggiungere il 30% dei lavori eseguiti nelle unifamiliari. Lo dice il nuovo Decreto Aiuti da 14 miliardi (quello pensato anche per contrastare il caro bollette e non solo). 

Apprezziamo la boccata d’ossigeno per le nostre imprese edili - commenta Chiara Ferraris, referente edilizia di Confartigianato Torino -, ma le modifiche ottenute sono il minimo sindacale e soprattutto mancano i correttivi attesi in materia di trasferimenti dei bonus fiscali: 4° cessione del credito per le banche e suo frazionamento”.

Ritardi? Mancano le materie prime

Materie prime costose e introvabili, carenza di manodopera - aggiunge Ferraris - stanno rendendo in molti casi difficile rispettare l’obbligo di raggiungere almeno il 30% dei lavori messi in preventivo alla data del 30 giugno 2022, limite che riguarda solo le villette. A fine marzo  (osservatorio SmartLand), le asseverazioni per edifici unifamiliari hanno raggiunto il numero di 6.357. Sono 719 i milioni di euro di investimenti per questa tipologia di cantieri (un investimento medio di 113.241 euro)”. 

Nuove regole sulla cessione del credito

Ci attendiamo però che il Governo sciolga le riserve anche sui correttivi in materia di trasferimenti dei bonus fiscali - conclude -. Nelle ultime settimane, infatti, quasi tutti i principali istituti di credito italiani hanno rallentato o bloccato l’acquisto di nuovi crediti fiscali, a causa del raggiungimento della soglia di capienza fiscale. Il mercato di cessioni e sconti fiscali, infatti, vale ormai oltre 40 miliardi ed è difficilmente gestibile senza nuove valvole di sfogo. Semplificare per gli Istituti bancari la quarta cessione e ripristinare le cessioni frazionate darebbe un aiuto concreto ad imprese e cittadini”.

Massimiliano Sciullo

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