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Politica | 13 gennaio 2022, 08:20

Peste suina, Valle (Pd): "Triplicati nel 2021 i procedimenti per danni da fauna selvatica agli agricoltori"

Canalis: "I cinghiali in sovrannumero possono diventare un veicolo di malattia per i suini da allevamento". DiSabato (M5S): "La giunta faccia azioni concrete"

Peste suina, Valle (Pd): "Triplicati nel 2021 i procedimenti per danni da fauna selvatica agli agricoltori"

"Dopo due anni e mezzo al governo della Regione, ci troviamo di fronte ad una amministrazione che non è stata in grado di intraprendere le necessarie azioni di contenimento della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, trasformando i nostri territori in allevamenti a cielo aperto". Lo afferma Daniele Valle, consigliere regionale del Partito Democratico. "Ora siamo di fronte al dilagare di casi di 'peste suina' e la Lega non riesce a far altro che dare la colpa a una legge nazionale del 1992, che in casi di sovrappopolamento prevede un controllo selettivo praticato di norma mediante l'utilizzo di metodi ecologici o in alternativa da abbattimenti controllati, che loro non sono stati in grado di effettuare".

"Viene da chiedersi il perché la Regione non abbia provveduto - continua Valle - forse per venire incontro alle esigenze di quei gruppi organizzati di cacciatori che nel caso di una drastica riduzione di animali vedrebbero minacciate le loro battute di caccia domenicali".

"Ora ci troviamo di fronte a una situazione insostenibile sia per gli abitanti che per gli agricoltori delle nostre zone rurali - chiude Valle – invece di continuare ad approvare emendamenti a colpi di maggioranza per permettere la caccia alla pernice bianca di monte, la Lega e l'amministrazione regionale dovrebbero occuparsi seriamente del contenimento della grossa fauna selvatica nei nostri territori".

D'accordo con Valle la consigliera del pd Monica Canalis: "Di fronte ai rischi di propagazione della peste suina africana, che avrebbero gravissimi contraccolpi sulle 3.000 aziende piemontesi impegnate nel settore zootecnico suinicolo, riteniamo che non basti circoscrivere il perimetro dell’area infetta, vietare l’esercizio venatorio in quell’area e rafforzare la sorveglianza nei confronti dei cinghiali e dei suini da allevamento, con la ricerca attiva di animali morti. I controlli sanitari sulla fauna selvatica, infatti, sono possibili solo se si riduce il numero dei capi in eccesso. I cinghiali in sovrannumero possono diventare un veicolo della Peste suina africana verso i suini da allevamento".

Critica anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Sarah Disabato: "Su peste suina e proliferazione degli ungulati in tutto il Piemonte, la Giunta preferisce addossare le colpe alle leggi ed alle realtà ambientaliste piuttosto che prendersi le proprie responsabilità e intervenire in maniera efficace".

C.S.

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