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Economia e lavoro | 09 gennaio 2022, 11:00

Imprese, in Piemonte previste 81mila assunzioni entro fine marzo

L'industria, nonostante le difficoltà legate ai rincari, prosegue nella tendenza espansiva già registrata nel corso dell’anno appena concluso

Imprese, in Piemonte previste 81mila assunzioni entro fine marzo

Sono oltre 47.500 le assunzioni previste dalla imprese del Nord Ovest entro la fine del mese (quasi 10mila in più rispetto a gennaio 2021) e quasi 113mila nel primo trimestre di quest'anno, 22.420 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. In particolare, entro la fine di marzo, sono state programmate 81.630 assunzioni in Piemonte (+17.490 rispetto ai primi tre mesi 2021), 28.660 in Liguria (+4.300) e 2.380 in Valle d'Aosta (+630).

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, secondo il quale in tutta l'Italia sono poco meno di 458mila i contratti programmati dalle imprese nel mese in corso e saliranno a circa 1,2 milioni nel trimestre gennaio-marzo. Rispetto allo stesso periodo del 2021, si registra un incremento delle entrate previste (+112mila su gennaio 2021 e +265mila in confronto al trimestre gennaio-marzo 2021). Positivo anche il confronto rispetto a dicembre 2021, con 104mila contratti in più (+29,4%), per tutti i settori economici tranne che per il turism,o dove pesano le crescenti incertezze legate all’andamento dell’epidemia nelle ultime settimane

L'industria, nonostante le difficoltà legate ai rincari dell’energia e di molte materie prime, prosegue nella tendenza espansiva già registrata nel corso dell’anno appena concluso e programma per il mese di gennaio 150mila entrate. Sono alla ricerca di personale soprattutto le imprese delle costruzioni (46mila entrate), seguite dalle imprese della meccatronica con 26mila entrate e da quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo che prevedono 22mila entrate.

Nel complesso, i settori del terziario totalizzano 307mila entrate: in testa i servizi alle imprese (142mila assunzioni), seguiti dal commercio (62mila) e dai servizi alle persone (56mila). La nuova ondata pandemica fa sentire i suoi effetti negativi soprattutto sull’intera filiera turistica dove le imprese hanno previsto per il momento un calo del 14,6% nell’attivazione dei contratti rispetto a dicembre.

Il flusso delle assunzioni è caratterizzato da una prevalenza di contratti a tempo determinato (181mila unità, +55mila rispetto a gennaio 2021), seguono i contratti a tempo indeterminato (116mila unità, +26mila), quelli in somministrazione (70mila, +20mila), di collaborazione (19mila, +6mila), in apprendistato (17mila, +3mila) e le altre forme di contratti alle dipendenze (11mila, +6mila) e non alle dipendenze (44mila, -4mila).

Anche a gennaio, comunque, si presenta in crescita l’indicatore della difficoltà di reperimento: rispetto ad un anno fa aumenta di 5 punti percentuali, raggiungendo il 38,6% delle entrate programmate. La mancanza di candidati è il motivo della difficoltà maggiormente segnalato dalle imprese (22,2%), seguito dalla preparazione inadeguata (13,4%) e da altri motivi (2,9%). A incontrare le maggiori difficoltà di reperimento sono le imprese delle costruzioni (53,3% dei profili ricercati), seguite dalle industrie del legno e del mobile (53%), dalle industrie metallurgiche (52,5%) e dalle imprese dei servizi informatici e delle telecomunicazioni (51,9%).

Le figure più difficili da reperire, come evidenzia il Borsino Excelsior delle professioni, sono i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (68,1%), gli attrezzisti, operai e artigiani del trattamento del legno (67,9%), i fonditori, saldatori, montatori carpenteria metallica (62,4%), gli artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (62,3%) e gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (61,9%).

Tra le azioni intraprese dalle imprese per fronteggiare la difficoltà di reperimento, la più diffusa è quella di assumere figure con competenze simili rispetto a quelle ricercate per poi formarle in azienda, soluzione adottata nel 38,6% dei casi. Mentre nel 17,2% dei casi le imprese affronteranno la difficoltà di reperimento offrendo una retribuzione superiore rispetto alle condizioni contrattuali mediamente proposte per il profilo ricercato.

Unioncamere riferisce, infine, che a gennaio sono 73mila i contratti proposti a lavoratori immigrati, pari al 16% del totale entrate programmate. Cresce di 27mila unità la richiesta di immigrati rispetto allo scorso anno (+59,1%), quando gli ingressi programmati sono stati circa 46mila, con un incremento di circa 11 punti percentuali anche della difficoltà di reperimento (47% rispetto al 36,3% di 12 mesi fa). Servizi operativi e di supporto alle imprese, servizi alle persone, trasporto e logistica rappresentano i settori terziari a maggiore domanda di lavoratori immigrati (ciascuno con circa 11mila entrate previste). Per quanto riguarda l’industria spiccano le costruzioni e le industrie metallurgiche (rispettivamente con circa 8mila e 5mila entrate programmate).


Redazione EnordOvest

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