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Politica | 23 ottobre 2021, 15:18

Prima seduta del 'Canelli bos' al condiglio comunale novarese

E' stata una sorta di prova generale di dialogo tra maggioranza e opposizione: una reciproca apertura di credito non solo rituale, ma anche sostanziale

Una partenza un po’ complicata quella che ha vissuto venerdì pomeriggio il nuovo consigio comunale di Novara. Gran parte della seduta è stata infatti dedicata alla questione dell’incompatibilità del consigliere di Fratelli d’Italia Michele Ragno, tra l’altro indicato come probabile capogruppo, che riveste però anche la carica di presidente della Fondazione Novara Sviluppo. Alla fine, una questione semplice anche se un po’ tecnica: per la legge non può essere consigliere comunale chi occupa un ruolo di vertice (presidente o amministratore delegato) in enti o società controllate da una pubblica amministrazione, come nel caso di specie accade per la Fondazione Novara Sviluppo, al 100% controllata dalla Provincia di Novara. Una situaizone sollevata dal segretario generale Giacomo Rossi che sarebbe stata di facile risoluzione con le dimissioni dall’uno o dall’altro incarico, ma sulla quale Ragno si è impuntato, alzando anche l’asticella e parlando di “questione politica che riguarda l’esercizio del diritto all’elettorato passivo”. Il consiglio ha, in ogni caso, votato l’apertura di una procedura di contestazione: Ragno rimarrà al suo posto in attesa di un chiarimento dal ministero.

Per il resto la prima seduta è stata una sorta di prova generale di dialogo tra maggioranza e opposizione: una reciproca apertura di credito non solo rituale, ma anche sostanziale, come si ascoltato nei discorsi dei due principali contendenti delle elezioni, Alessandro Canelli e Nicola Fonzo, che si ritrovano ora l’uno di fronte all’altro nei panni di sindaco e di capo dell’opposizione. Un dialogo che ha trovato una prima applicazione nell’elezione del presidente del Consiglio Comunale: sul nome di Edoardo “Dodo” Brustia l’opposizione si è astenuta. E sembra ormai certo che alla minoranza sarà riservata la presidenza della commissione bilancio, recuperando quella che era una tradizione del passato, abbandonata però nell’ultimo quinquennio.

ECV

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