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Politica | 08 maggio 2021, 11:00

Rsa, Canalis (Pd): “Cirio e Icardi parlano di 40 milioni di ristori ma sono appena 35 e non sono ancora arrivati”

La consigliera regionale: “La Giunta nel 2020 non ha protetto le strutture e nel 2021 sembra volerle lasciar chiudere"

Rsa, Canalis (Pd): “Cirio e Icardi parlano di 40 milioni di ristori ma sono appena 35 e non sono ancora arrivati”

«In conferenza stampa (del 7 maggio ndr) il Presidente Cirio e l’Assessore regionale Icardi hanno dimenticato di ricordare che, sui 40,1 milioni di euro di ristori previsti dalla Legge regionale 3/2021, mancano all’appello i 4,2 milioni provenienti dalle derivazioni idroelettriche e teoricamente destinati alle Rsa autorizzate e non convenzionate, a ristoro dei consumi elettrici.

Come denunciato dal Pd sin dal mese di dicembre scorso, sulle risorse promesse per le Rsa gravava l’incertezza delle fonti finanziarie, perché la legge regionale sulle derivazioni idroelettriche è stata impugnata. Ora purtroppo il nodo è venuto al pettine: vengono, infatti, a mancare 4,2 milioni su 40,1 previsti dal provvedimento regionale sui ristori.

Le risorse dell’ambiente non ci sono. L’Assessore Marnati lo aveva già ammesso in fase di bilancio di previsione, ma è grave che oggi Cirio e Icardi abbiano continuato a parlare di 40 milioni di ristori! I milioni sono appena 35 e non sono motivo di vanto, perché non sono ancora arrivati. A distanza di 14 mesi dall’inizio della pandemia le Rsa piemontesi non li hanno ancora ricevuti!

Anche sul piano degli inserimenti, Icardi e Cirio hanno poco da festeggiare: il 30% posti letto è vuoto, a fronte di 10.000 piemontesi non autosufficienti in lista d’attesa per progetti residenziali. La verità è che la Giunta Cirio continua a risparmiare sugli anziani! Non solo non ha ancora materialmente erogato i ristori, ma nel 2020 ha speso solo 238 milioni di euro per gli inserimenti in convenzione, a fronte di un vincolo di budget di 265. Le Asl non sbloccano i nuovi inserimenti e le famiglie restano in attesa.

Cirio ed Icardi sono le stesse persone che fino a giugno 2020 sostenevano che le Rsa fossero enti privati, corpi estranei alla sanità piemontese, di cui la Giunta non doveva occuparsi. E infatti le Rsa non sono state sufficientemente protette, diventando teatro di una strage, a cui oggi fa seguito un enorme ritardo sugli aiuti economici e sui nuovi inserimenti, che ha già costretto molte strutture alla chiusura.

Non basta la Dgr 23 sulle dimissioni protette: servono nuovi inserimenti in convenzione e serve l’apertura urgente di un tavolo regionale di revisione della normativa per mettere mano ad un minutaggio a dir poco draconiano e a un inesistente raccordo tra le Rsa e la sanità del territorio. Solo con regole più sostenibili si combatte la contenzione degli anziani e si garantiscono condizioni di vita e di lavoro pienamente umane. Ci saremmo aspettati qualche elaborazione dalla task force di Ferruccio Fazio, ma ad oggi l’elefante ha partorito il topolino».

Così la vice segretaria Pd Piemonte e consigliera regionale Monica Canalis.






C.S.

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