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Politica | 11 novembre 2020, 17:45

Elezioni: sarà Nicola Fonzo il candidato del Pd a sindaco di Novara

Difficile l’entrata del M5S in coalizione al primo turno ma “le nostre porte rimangono aperte”

Elezioni: sarà Nicola Fonzo il candidato del Pd a sindaco di Novara

Sarà Nicola Fonzo, come ampiamente previsto e anticipato da numerose indiscrezioni nelle scorso settimane, il candidato del Partito Democratico di Novara alla carica di sindaco nelle elezioni che si terranno nella prossima primavera.

Lo hanno annunciato ufficialmente oggi pomeriggio in una conferenza stampa la segretaria provinciale Ilaria Cornalba e il coordinatore del circolo di Novara, Cesare Gatti, insieme al segretario regionale del Pd Paolo Furia, che ha sottolineato come Novara sia la prima città piemontese tra quelle chiamate alle urne nel 2021, in cui il centrosinistra ha trovato il proprio candidato.

Cinquantatrè anni, di origini campane, ma da novarese di adozione, laureato in scienze politiche con un paio di master nell’ambito formativo e della organizzazione dei servizi scolastici, Fonzo è un apprezzato dirigente scolastico, attualmente alla guida del Convitto Carlo Alberto.

Impegnato in politica fin dagli anni della gioventù come militante dell’allora Federazione Giovanile Comunista, ha attraversato tutte le stagioni della sinistra, accompagnando l’evoluzione del PCI fino alla svolta della Bolognina, poi aderendo al Sinistra Ecologia e Libertà, e infine entrando nel Partito Democratico nel 2015.

Più volte consigliere comunale, nel mandato consiliare 2011-2016 è stato vicesindaco della giunta di centrosinistra guidata da Andrea Ballarè e assessore ai lavori pubblici.

Fonzo, sul cui nome c’è stata una convergenza unanime di tutte le componenti del partito, ha detto di non considerare scontato l’esito delle elezioni, nonostante il sindaco uscente, il leghista Alessandro Canelli, sia ritenuto dai più ampiamente favorito. Per quanto attiene alle alleanze, sembra abbastanza certo che Fonzo sarà alla guida di una coalizione di cui faranno parte Italia Viva, Leu, la lista Demos (già presente alle ultime regionali nell’alleanza che ha sostenuto Sergio Chiamparino), i socialisti e una lista civica promossa dai comitati di quartiere spontanei di alcuni rioni di periferia. Non ci sarà Azione, che ha già annunciato la volontà di andare da sola. E al primo turno difficilmente ci sarà il Movimento 5 Stelle, “anche se – ha sottolineato Fonzo – le nostre porte rimangono aperte: nei cinque anni trascorsi all’opposizione sono stati innumerevoli i temi sui quali ci siamo trovati concordi con il gruppo del M5S”.

Il candidato e i dirigenti del Pd hanno annunciato l’avvio di un percorso per la definizione del programma, che sarà messo a punto insieme alla coalizione. Tra i punti forti, l’attenzione alle periferie (“diversa da quella di Canelli che se ne è interessato per riempirle di supermercati”) e la sottolineatura sulla necessità di un nuovo piano regolatore, “perché quello attuale è invecchiato e non è più adeguato

ECV

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