/ Cronaca

Cronaca | 28 ottobre 2020, 19:00

Torino, flash mob degli esercenti in Piazza Carignano: “Siamo a terra ma ci rialzeremo”

Diverse le attività rappresentate questa mattina all'iniziativa organizzata a livello nazionale da Fipe. Mautino (Epat): “Perdita fatturato di 30 miliardi di euro, chiediamo rispetto e ascolto”

Torino, flash mob degli esercenti in Piazza Carignano: “Siamo a terra ma ci rialzeremo”

Gestori di bar, ristoranti, gelaterie pasticcerie ma non solo: sono state diverse decine le persone che hanno partecipato, questa mattina in Piazza Carignano a Torino, al flash mob organizzato a livello nazionale da Fipe per chiedere maggiore attenzione verso la gravissima crisi che ha colpito i pubblici esercizi a causa della pandemia e delle restrizioni imposte dagli ultimi Dpcm.

La manifestazione si è svolta “da seduti” per rappresentare simbolicamente le condizioni attuali dei settori colpiti: “Siamo a terra – ha spiegato il presidente di Epat Alessandro Mautino – economicamente perché abbiamo perso un terzo del fatturato annuale globale, pari a circa 30 miliardi di euro, un conto salato per cui gli aiuti che stanno arrivando non saranno sufficienti. Attività che impiegano e danno reddito a 1 milione e 200mila dipendenti non possono essere considerate come non essenziali, senza considerare i salti mortali fatti per adeguarci ai protocolli di sicurezza”.

Il danno, oltre che economico, secondo gli organizzatori sarebbe anche immateriale: “Chiediamo rispetto – ha proseguito Mautino – per il ruolo sociale, culturale e turistico che rappresentiamo per l'Italia: se metà delle aziende non esisteranno più dopo la pandemia sarà un danno incalcolabile per tutto il paese. Siamo a terra anche quando ci sentiamo dare degli untori mentre sappiamo benissimo che la maggior parte delle persone circola di giorno frequentando mezzi pubblici e centri commerciali”.

A fronte di questi aspetti, gli esercenti fanno richieste precise: “Non siamo – conclude – meno arrabbiati di chi spacca le vetrine e il nostro silenzio corrisponde a quello delle risposte alle nostre grida di disperazione, gli aiuti governativi non sono frutto di benevolenza ma un atto dovuto nei confronti di chi rispetta le leggi, paga le tasse e non può essere abbandonato. Gli stessi vanno accompagnati da un massiccio abbattimento dei costi di locazione, delle imposte locali e delle morosità dei pagamenti”.

La preoccupazione è rivolta anche alle imminenti festività natalizie: “Un lockdown in quel periodo - ha sottolineato la presidente di Ascom Torino Maria Luisa Coppa – rappresenterebbe la fine di tutto il mondo che rappresentiamo, quello dei negozi e dei consumi. Oltre al settore della ristorazione, dobbiamo restare vicini anche a quello degli hotel, delle agenzie di viaggio, delle piscine e delle palestre; per decidere di chiudere un segmento piuttosto che un altro ci vogliono dati scientifici che al momento non sono presenti”.

Dal corrispondente a Torino

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore