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Sanità | 04 agosto 2020, 12:00

Il sindacato medico Cimo: “Chiediamo una sanità regionale all'altezza, tra telemedicina e intelligenza artificiale”

CIMO Piemonte intende presentare a tutte le forze politiche regionali, di governo e di opposizione, un documento propositivo che indichi la strada per una vera riforma della sanità locale

Il sindacato medico Cimo: “Chiediamo una sanità regionale all'altezza, tra telemedicina e intelligenza artificiale”

Cimo Piemonte, il sindacato dei medici, intende presentare al mondo della politica piemontese una serie di proposte funzionali ad una vera riforma della sanità regionale.


Il Covid-19 ha messo in evidenza tutti i limiti, strutturali e programmatici, di un servizio sanitario già in sofferenza prima della deflagrazione della pandemia. Questo a causa di una politica sanitaria poco lungimirante, proiettata ai tagli piuttosto che agli investimenti.


Se si aggiunge l’incertezza con cui si è costretti a convivere a causa di nuove possibili ondate di infezioni da Coronavirus, diventa fondamentale pensare ad una riforma strutturale della sanità piemontese.


Dopo l’estate il sindacato dei medici Cimo Piemonte intende incontrare i principali esponenti politici regionali, di maggioranza e di opposizione, presentando idee e proposte realizzabili per tutelare gli operatori sanitari e i pazienti. Proposte che prevedono investimenti mirati e una migliore valorizzazione dei servizi oggi presenti sul territorio.


Le nuove tecnologie rappresentano per il sindacato dei medici un asset irrinunciabile per la sostenibilità presente e futura dei servizi sanitari: occorre puntare in modo deciso sull’Intelligenza Artificiale così da tutelare gli operatori evitando al minimo il contatto con i pazienti affetti da patologie contagiose, come il Covid-19. Non basta, servono investimenti su Telemedicina e Teleconsulto, questo evitare nuovi episodi di “crash” da parte delle strutture sanitarie, offrendo al tempo stesso un servizio di assistenza puntuale verso i pazienti che ricevono cure e risposte direttamente al proprio domicilio.


Tra le altre proposte un progetto organico di investimento, serio e proiettato nel tempo, nell’Edilizia Sanitaria, questo per rendere più sicure e idonee strutture sanitarie oggi in difficoltà principalmente a causa di spazi ridotti e non adattabili rispetto alle urgenze, quali ad esempio la riconversione rapida di interi reparti per l’accoglienza di malati con gravi patologie infettive.


A tutto questo si aggiunge la Formazione continua del personale sanitario, con un miglioramento anche dei processi di comunicazione e di relazione che coinvolge chi ha la responsabilità di decidere e chi si trova “in trincea” e l’approvvigionamento continuo di Dispositivi di Protezione e Sicurezza, per evitare che si riproponga la grave situazione dei mesi scorsi, dove solo la professionalità e la passione di medici e infermieri ha consentito di lavorare in condizioni estreme concentrandosi solo sulla cura e la gestione dei pazienti.


Riteniamo – ha dichiarato Sebastiano Cavalli, Segretario di Cimo Piemonte – che per affrontare al meglio il presente e soprattutto il futuro, serva agire in modo preventivo, ovvero anticipare possibili scenari grazie ad una politica sanitaria seria e innovativa. Occorre in sostanza mettere in sicurezza strutture e presidi sanitari e al tempo stesso puntare sulle nuove tecnologie. Non possiamo permetterci di gestire un’emergenza come quella del Covid.19 come è accaduto la primavera scorsa. Per questo come Cimo Piemonte abbiamo deciso di elaborare una serie di proposte concrete e attuabili sin da subito, pensando ad una nuova agenda sanitaria regionale. A partire dal mese di settembre le presenteremo a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, con l’obiettivo di contribuire ad un rinnovamento dei servizi sanitari della nostra Regione”.

C.S.

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