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| 02 agosto 2020, 15:00

Cassa integrazione Piemonte, nel secondo trimestre + 239,2% rispetto al 2010, annus horribilis della crisi

Cortese (UIL): “Per scongiurare i rischi per la tenuta della coesione sociale è necessario assicurare la cassa integrazione a disposizione per tutto il 2020 e continuare a bloccare i licenziamenti”

Cassa integrazione Piemonte, nel secondo trimestre + 239,2% rispetto al 2010, annus horribilis della crisi

Nel secondo trimestre del 2020 la cassa integrazione in Piemonte ѐ stata superiore del 239,2% rispetto allo stesso periodo del 2010, anno che ha fatto registrare la più alta richiesta di ammortizzatori sociali.

In Piemonte, nel secondo trimestre dell’anno, come evidenziano i dati del Servizio politiche attive e passive del lavoro della UIL Nazionale, sono state autorizzate 180.289.592 ore di cassa integrazione (110.181.365 ordinaria, 44.378.933 fondi di solidarietà, 25.729.294 in deroga) in aumento del 239,2% rispetto all’analogo periodo del 2010, anno con la più alta richiesta di ammortizzatori sociali. A livello nazionale, nello stesso periodo, sono state autorizzate 2.093.138.000 ore, con un incremento del 529,2%. 

Nel secondo trimestre dell’anno, i lavoratori piemontesi tutelati sono stati in media 353.510. Il Piemonte è al quarto posto in Italia per ore richieste, preceduto da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. 

A giugno, in Piemonte, per effetto della fine del lockdown, sono state richieste 35.365.249 ore di cassa integrazione in diminuzione del 50,8% rispetto al mese precedente (-41,2% ordinaria, -70,3% fondi di solidarietà, -28,2% deroga). 

Dichiara il segretario generale UIL Piemonte Gianni Cortese: “I provvedimenti per combattere la diffusione della pandemia di Covid-19 in Italia hanno reso necessario per la grande maggioranza delle imprese il ricorso alla cassa integrazione. In Piemonte, nel secondo trimestre del 2020, è stato autorizzato un numero di ore superiori del 239,2% rispetto al 2010, annus horribilis della lunga crisi iniziata nel 2008. La riapertura di molte attività nel mese di giugno ha determinato un dimezzamento delle ore autorizzate rispetto ai mesi precedenti. Per scongiurare i rischi per la tenuta della coesione sociale è necessario assicurare la cassa integrazione a disposizione per tutto il 2020 e continuare a bloccare i licenziamenti. L’emergenza economica, sociale e produttiva che sta attraversando il nostro Paese, unitamente agli interventi necessari per la sanità, richiedono una programmazione veloce e intelligente per poter utilizzare tutte le cospicue risorse messe a disposizione dall’Unione Europea”.



C.S.

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