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Economia | 23 luglio 2020, 16:00

La richiesta di Coldiretti: "Urgenti buoni vendemmia per la raccolta Made in Piemonte”

"Necessario anche estendere ecobonus a cascine e fattorie”

La richiesta di Coldiretti: "Urgenti buoni vendemmia per la raccolta Made in Piemonte”

Almeno 25mila posti di lavoro occasionali tra le vigne potrebbero essere disponibili per la vendemmia alle porte con una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà.

E’ quanto ha affermato Coldiretti nel sottolineare le difficoltà provocate dal blocco degli arrivi dall’estero da un numero crescente di Paesi di lavoratori stranieri che ogni anno attraversano le frontiere per raccogliere l’uva e poi tornare nel proprio Paese.

“Dopo essere stato snobbato per decenni si registra ora un crescente interesse degli italiani per il lavoro nelle campagne anche per la situazione di difficoltà in cui si trovano altri settori economici che va accompagnato con misure per la semplificazione ed il contenimento del costo del lavoro – affermano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale - In Piemonte siamo ai blocchi di partenza per la vendemmia: negli scorsi anni oltre 5 mila aziende vitivinicole piemontesi hanno atteso l’attivazione della procedura per generare circa 13 mila posti di lavoro proprio durante la raccolta dell’uva".

"Favorire la diffusione di uno strumento, che si era dimostrato valido anche per aumentare l’occupazione e l’emersione del sommerso, con importanti effetti sull’economia e il lavoro, deve essere ora un obiettivo da perseguire rapidamente per salvare i raccolti ed il #MangiaItaliano. Per questo il Parlamento ed il Governo hanno il dovere di ripensare ad uno strumento per il settore che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e cassa integrati”.

“Estendere l’ecobonus del 110% per le ristrutturazioni anche agli edifici rurali per salvare il patrimonio storico unico piemontese di malghe, cascine, fattorie e stalle a rischio degrado”, sostengono Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale  nel commentare l’importanza di recuperare fabbricati spesso abbandonati e salvare l’architettura rurale che dà forma al paesaggio ed esprime l’identità dei luoghi in una relazione di integrazione tra i sistemi produttivi locali e la conservazione della biodiversità agricola.

C.S.

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