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Politica | 16 luglio 2020, 09:30

Fava e Dago (Lega): “Piano trasporti, dalla sinistra ereditiamo un progetto vecchio, zoppo e iniquo per le province”

Questa mattina la Seconda commissione Trasporti del consiglio regionale, presieduta da Mauro Fava, ha licenziato con parere favorevole il piano triennale dei trasporti regionali 2019-21

Fava e Dago (Lega): “Piano trasporti, dalla sinistra ereditiamo un progetto vecchio, zoppo e iniquo per le province”

Questa mattina la Seconda commissione Trasporti del consiglio regionale, presieduta dal leghista Mauro Fava, ha licenziato con parere favorevole il piano triennale dei trasporti regionali 2019-21.

Un piano ormai zoppo - sottolinea il presidente Fava - visto che ormai non rispecchia più il reale stato dell’arte. Questo documento non poteva ovviamente prevedere l’emergenza Covid, ma poteva già prendere atto delle difficoltà dei nostri territori, tanto sulle linee ferroviarie quanto sulle tratte servite da autobus. Ormai siamo a metà del 2020, e ci ritroviamo con un piano elaborato dal centrosinistra che andrà a scadenza tra appena 18 mesi".

"Altro non ci resta che mettere una pezza ai guai fatti da altri e già pensare alle linee guide per il prossimo triennio, 2022-24. La nostra priorità sarà quella di garantire pari trattamento a tutte le province, abbandonando quella visione Torinocentrica tanto cara all’amministrazione Chiamparino. I cittadini di tutto il Piemonte non possono accettare che un trasporto moderno e sostenibile sia appannaggio esclusivo dell’area metropolitana”. 

Nel corso del dibattito è intervenuto anche il consigliere della Lega Angelo Dago, per richiedere che il nuovo piano 2022-24 preveda una ripartizione più congrua delle risorse tra le province piemontesi: “Un intervento reso necessario - ha sottolineato - anche dalle diversità che contraddistinguono i nostri territori: in alcuni è attivo il servizio scolastico al sabato e in altri no, certe province mantengono le tratte festive, nell’area metropolitana di Torino resistono alcune corse notturne, E poi, con la proroga dei contratti, non sempre si è proceduti con la rivalutazione dei costi per chilometro, neppure su base Istat".

"Il rischio è che in certe province si continui a tagliare il servizio, andando a intaccare anche quello riservato agli studenti”.

C.S.

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