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Politica | 15 gennaio 2020, 17:56

Le nomine all’antimafia scatenano le tensioni interne a Lega e Pd

Le nomine all’antimafia scatenano le tensioni interne a Lega e Pd

Tensioni e polemiche, ieri mattina a Torino, in occasione dell’insediamento della “Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e il contrasto dei fenomeni mafiosi”.

A Palazzo Lascaris è accaduto di tutto. Il Pd, che rivendicava a se l’indicazione del nome del presidente, ha proposto il nome di Diego Sarno. Una figura certamente di qualità, che viene dall’esperienza di Libera e di Avviso Pubblico. In aula, a sorpresa, è spuntato un accordo tra Lega e M5S: i pentastellati hanno ritirato la candidatura originariamente indicata, quella di Francesca Frediani, ed hanno incassato il sostegno della maggioranza su Giorgio Bertola.

La Lega – ha commentato il consigliere novarese del Pd  Domenico Rossi -  ha scelto il presidente a la carte, con il M5S che si è prestato a fare sponda, ipotecando così la funzione di garanzia della presidenza”.

Altra sorpresa tutta “in salsa novarese” al momento dell’elezione dei vicepresidenti: il capogruppo della Lega Alberto Preioni imponeva l’elezione di Federico Perugini, nonostante il suo vice, Riccardo Lanzo, avesse dato indicazione a favore della giovane Letizia Nicotra.

L’incidente dava origine nel dopo seduta ad un acceso faccia a faccia tra i due, con immediata lettera di dimissioni di Lanzo da vicecapogruppo.

L’ex presidente di Assa ha confermato le indiscrezioni apparse su alcuni siti: le dimissioni ci sono state, ma poi sono subìto rientrate . “Abbiano avuto una divergenza, più che sul nome, sui metodi. Ma poi abbiamo chiarito”

Anche in casa Pd l’esito della seduta di martedì non è stato indolore. In un comunicato il capogruppo Domenico Ravetti scrive “Da domani avvierò una verifica politica interna al gruppo consiliare, con il coinvolgimento del partito, che non potrà non riguardare tutti i ruoli politico-istituzionali interni al gruppo, a partire dal mio”.

Resta da vedere se su entrambi i fronti ci saranno altre “code” polemiche. E resta da capire se e quando, a destra come a sinistra, saranno risolte le tensioni che si trascinano dall’inizio della legislatura.

ECV

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