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Sanità | 21 marzo 2020, 17:29

Coronavirus, i dubbi di Cirio sul Decreto Conte: “Tante aziende ancora operative, è molto pericoloso”

Il presidente della Regione, tornato in Unità di Crisi, esprime alcune preoccupazioni: “Se diciamo alle persone di passeggiare sotto casa, è assurdo poi permettere a centinaia di lavoratori di frequentare ambienti comuni”

Coronavirus, i dubbi di Cirio sul Decreto Conte: “Tante aziende ancora operative, è molto pericoloso”

Alberto Cirio è tornato in Unità di Crisi. Dopo più di due settimane di quarantena il presidente della Regione Piemonte, guarito dal Coronavirus, ha potuto partecipare fisicamente alle riunioni e alle conferenze online al fianco della Giunta.

A fianco degli assessori Icardi, Gabusi e Carosso, rigorosamente con la mascherina, Cirio si è concentrato sul decreto Conte e alcune aree di conflitto con l’ordinanza regionale firmata sabato scorso. Uno dei temi più dibattuti è lo stop alle attività produttive, con molte aziende esentate dalla chiusura e alcune zone d’ombra: “Tra codici Ateco e filiere di codici tante aziende rimarranno operative: questo è molto pericoloso” ha ammesso il presidente della Regione, piuttosto preoccupato.

Cirio ha poi messo in luce un paradosso delle scelte che hanno portato alla chiusura o meno delle aziende: “E’ necessario vietare ogni forma di assembramento: se diciamo alle persone di passeggiare sotto casa per il Coronavirus, è assurdo poi permettere a centinaia di lavoratori di frequentare ambienti comuni. Si rischia di arrivare a una non chiusura”. 

Ecco perché, nel limite del possibile, sono in corso colloqui con i prefetti delle province per capire l’effettiva portata delle restrizioni: “Ci sono tantissime deroghe, noi tutto ciò che potevamo chiudere l’abbiamo chiuso” ha ricordato Cirio. Due, al momento, gli aspetti in contrasto tra l’ ordinanza e il decreto del Presidente del Consiglio: la sospensione dell’attività degli uffici pubblici e soprattutto la chiusura degli organi professionali. Il presidente della Regione sembra però avere le idee chiare: “Riteniamo che abbia valore la nostra ordinanza, più restrittiva rispetto ai paletti delineati dal presidente del Consiglio. Non possiamo ampliare le maglie, ma possiamo restringerle”.

Cirio ha quindi ribadito la necessità di usare il pugno di ferro. “E’ necessario rallentare senza spegnere il motore del nostro paese, ma la Cina insegna: se la gente sta a casa usciamo da questo momento”. Non è quindi escluso che nei prossimi giorni possa esserci un'ulteriore stretta: laddove possibile, le prefetture interverranno per inasprire ancora le misure di contenimento del Coronavirus.

Dal corrispondente a Torino

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