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Cronaca | 07 agosto 2019, 14:07

Una casa rifugio per le donne vittime di violenza nell'appartamento confiscato alla mafia

Una casa rifugio per le donne vittime di violenza nell'appartamento confiscato alla mafia

Avrà una destinazione sociale, così come previsto nell’atto di affidamento  che risale al 2015, l’appartamento di corso XXIII marzo, bene a suo tempo  confiscato alla criminalità organizzata nella nostra città e attribuito al Comune.

L’appartamento, così come un negozio collocato sempre in corso XXIII marzo, era appartenuto a Giuseppe Benvenuto, elemento di spicco della cosche del catanese. L’uomo, che viveva a Novara con la famiglia, nel 2010 fu ucciso in un agguato nella piazza centrale di Vizzini, in provincia di Catania. Giuseppe Benvenuto era stato arrestato nell'aprile del 2005. Secondo l'accusa l'uomo era il referente a Franconfonte del clan Nardo, ritenuto organico a Cosa nostra. Nell'aprile del 2008 Benvenuto era stato condannato a 8 anni di reclusione per associazione mafiosa e detenzione illegale di arma da fuoco.

L’appartamento e il negozio saranno oggetto – annuncia una nota di Palazzo Cabrino-  di un intervento di ripristino per poterlo destinare all’accoglienza di donne vittime di violenza.

«L’ufficio tecnico – spiega l’assessore Mario Paganini - ha elaborato un progetto di recupero che ha partecipato a un bando della Regione Piemonte e ottenuto un finanziamento massimo del cinquanta per cento delle opere previste, pari a 34.000 euro. Nell'unità commerciale sarà creato un centro di monitoraggio e presidio per azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose sul territorio, gestito da un'associazione attiva in questo campo, mentre l'appartamento sarà dedicato alla creazione della prima “casa rifugio” del territorio novarese per donne vittime di violenza».

Gli interventi sono stati inseriti nel Programma delle Opere pubbliche 2019-2021, già approvato nel 2018  dal Consiglio comunale.  Si attende ora l’effettivo inizio dei lavori.

ECV

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