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Cronaca | 29 luglio 2019, 08:18

Da destra a sinistra, le reazioni sul caso del post di Eliana Frontini

Da destra a sinistra, le reazioni sul caso del post di Eliana Frontini

La vicenda del post di Eliana Frontini ha scatenato nelle ultime 72 ore, come poteva essere prevedibile, una ridda di commenti in un clima via via sempre più surriscaldato, in cui migliaia di persone sui social hanno coperto di insulti l’insegnante novarese, mentre il mondo politico affidava a dichiarazioni, comunicati e lanci di agenzia (oltre che ad altri post su Facebook) le proprie valutazioni.

Ne ha parlato nel pomeriggio di sabato lo stesso Matteo Salvini, definendo il commento «vergognoso, vomitevole ancor più grave perché viene da una insegnante».

Ma tra i primi, sabato mattina, a dare fuoco alle polveri era stato l’assessore regionale novarese Matteo Marnati (Lega) con un commento postato sul proprio profilo Facebook: “Siamo alla follia pura. Questo è inaccettabile, mi auguro che qualcuno prenda provvedimenti”. Anche il parlamentare leghista Paolo Tiramani definisce il post “vergognoso e inqualificabile” e annuncia una interrogazione al ministro dell’istruzione. Analogamente l’altro deputato novarese del Carroccio, Marzio Liuni, ha chiesto al ministro Busseti di impedire che la Frontini possa continuare a insegnare. Annuncia una interrogazione al ministro dell’istruzione anche il senatore di Fratelli d’Italia Gaetano Nastri, che sottolinea che «la gravità assoluta del suo commento è ancora più aumentata dalla sua professione».

Sulla stessa linea anche altri esponenti politici nazionali, come Mariastella Gelmini, presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, che ha chiesto che l'insegnante «venga cacciata» e il senatore della Lega, Roberto Calderoli («Basta con i cattivi maestri: l'insegnante va radiata»).

Anche su scala locale, diversi interventi politici puntano sulla necessità di rimuovere Frontini dal suo incarico di insegnante: a cominciare dal presidente della Regione Alberto Cirio, che, con l’assessore all’istruzione Elena Chiorino  commentano «un soggetto del genere non può stare all’interno di una scuola e, meno che mai, nel ruolo delicato e importante di chi ha la responsabilità di educare e insegnare ai nostri figli il rispetto per lo Stato, per le istituzioni e per chi le rappresenta ogni giorno. Anche a costo della propria vita». «I nostri ragazzi non meritano insegnanti così», dice anche Andrea Crivelli, consigliere provinciale con delega all’istruzione.

Sul caso è intervenuto, sempre su Facebook, anche il sindaco di Novara Alessandro Canelli, che, oltre alla docente, ha attaccato frontalmente anche l’ex senatrice Pd Elena Ferrara. L’ex parlamentare aveva condiviso sul suo profilo un articolo di giornale che riferiva delle prime reazioni del ministro Salvini (“Ammazzato da due str…., lavori forzati a vita) e aveva commentato: “A me appare chiaro chi è lo str…”. Il sindaco Canelli scrive: «Su Facebook ormai chiunque si permette di scrivere qualsiasi cosa. Senza freni. Dalla ex senatrice Pd che insulta il ministro degli interni solo perché non la pensa come lui, a chi addirittura commenta compiaciuta la morte del povero vicebrigadiere Cerciello insultandone la memoria e deridendolo. La cosa incredibile – conclude Canelli – e che entrambe le persone sono insegnanti e hanno la responsabilità di formare giovani»

Fuori dal coro delle riprovazioni e degli anatemi, il consigliere regionale novarese del Pd, Domenico Rossi. «È il momento di rendersi conto – scrive - che il confine è superato da un pezzo e che, oramai, stiamo già annegando in un mare maleodorante. Chi oggi chiede severità e intransigenza per chi usa male i social network e scrive vere e proprie nefandezze deve guardare anche in casa propria e chiedersi se è una casa che sta lavorando alla costruzione di un clima pacifico o avvelenato dall’odio. Solo così sarà credibile; diversamente aumenterà la fila di chi cerca di strumentalizzare».

E.C.V.

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