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Cronaca | 14 marzo 2026, 19:10

Appello dal Piemonte: mobilitazione per Ahmadreza Djalali detenuto in Iran

L’associazione radicale Adelaide Aglietta chiede al Consiglio regionale di organizzare un flash mob davanti a Palazzo Lascaris per la liberazione dello scienziato

Appello dal Piemonte: mobilitazione per Ahmadreza Djalali detenuto in Iran

Le tensioni internazionali e il riaccendersi del conflitto in Iran riportano sotto i riflettori la condizione dei prigionieri politici detenuti nelle carceri del Paese. Tra i casi più noti c’è quello di Ahmadreza Djalali, medico e ricercatore svedese-iraniano arrestato nel 2016 e da allora detenuto nel carcere di Evin, a Teheran.

Il nome dello scienziato è particolarmente legato al Piemonte, dove per alcuni anni ha svolto attività accademica. Proprio per questo motivo l’associazione radicale Adelaide Aglietta di Torino ha deciso di rilanciare l’attenzione sul caso, inviando nei giorni scorsi una lettera aperta al presidente del Consiglio regionale del Piemonte.

Nel documento l’associazione chiede di organizzare un flash mob davanti a Palazzo Lascaris, sede dell’assemblea regionale, con l’obiettivo di chiedere la liberazione di Djalali e di tutti i prigionieri politici detenuti nelle carceri iraniane.

I promotori ricordano che il Consiglio regionale piemontese si era già espresso in passato a sostegno della campagna internazionale per la liberazione del ricercatore, iniziativa promossa da Amnesty International e sostenuta anche dall’Università del Piemonte Orientale, dove Djalali ha insegnato e vissuto per circa tre anni.

Alla luce delle recenti tensioni geopolitiche e delle notizie provenienti dall’Iran, l’associazione chiede ora una nuova mobilitazione pubblica, coinvolgendo istituzioni e società civile. L’invito è rivolto ai consiglieri regionali, alla giunta guidata dal presidente Alberto Cirio, alle autorità accademiche novaresi, alle associazioni che fanno parte del Comitato diritti umani e civili del Consiglio regionale e ai cittadini, affinché il caso torni al centro dell’attenzione pubblica.

Redazione

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