Stop alle agevolazioni commerciali per i prodotti importati da Paesi dove vengono violati i diritti fondamentali dei lavoratori, a partire dal riso proveniente da Myanmar e Cambogia, dove vengono usate anche sostanze vietate nella Ue che mettono a rischio la salute dei cittadini e i redditi degli agricoltori. È la richiesta contenuta in una lettera aperta sottoscritta da Coldiretti e Filiera Italia insieme a Effat, la Federazione europea dei sindacati dell'alimentazione, dell'agricoltura e del turismo, Farm Europe, Eat Europe e l'organizzazione agricola spagnola Asaja, in occasione del 25esimo anniversario dell'iniziativa europea Everything But Arms (EBA), che garantisce l'accesso preferenziale al mercato comunitario ai Paesi meno sviluppati.
“Un'alleanza tra agricoltori e lavoratori europei per affermare il principio fondamentale che il commercio internazionale deve favorire lo sviluppo e combattere la povertà, non trasformarsi in uno strumento che premia lo sfruttamento del lavoro, anche minorile, e alimenta una concorrenza sleale ai danni delle imprese agricole europee, sottoposte a standard sociali, sanitari e ambientali sempre più rigorosi”, commenta Fabrizio Rizzotti, vicepresidente di Coldiretti Novara-Vco e membro di giunta con delega territoriale al settore risicolo.
Gli arrivi di riso cambogiano in Italia sono aumentati in quantità del 16% nei primi sette mesi del 2026, mentre quelli dal Myanmar sono cresciuti del 15% nello stesso periodo, rispetto a gennaio-luglio 2025, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. Le organizzazioni firmatarie chiedono alla Commissione europea di utilizzare pienamente gli strumenti previsti (Regolamento UE 2026/1395 applicabile dal 1 gennaio 2027) che consentono di sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie in presenza di gravi e sistematiche violazioni delle convenzioni internazionali e di ricorso al lavoro minorile o forzato.
“Non è accettabile che agli agricoltori italiani ed europei – spiegano il Presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi e il Direttore Domenico Pautasso - vengano imposti obblighi sempre più stringenti mentre si garantiscono vantaggi commerciali a prodotti provenienti da Paesi nei quali non sono rispettati i diritti fondamentali dei lavoratori. La reciprocità delle regole deve diventare un requisito imprescindibile degli scambi commerciali, tanto più quando sono in gioco la dignità delle persone e i diritti umani come abbiamo ribadito anche durante la mobilitazione di ieri a Bruxelles dove era presenta una delegazione di Coldiretti Novara-Vco insieme alle altre Federazioni piemontesi per protestare contro l'eliminazione della condizionalità sociale dalla prossima Pac”.














