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Economia | 23 ottobre 2026, 12:03

Radici Chimica, spiragli sulla riduzione degli esuberi: nuovo confronto tra azienda e sindacati

Dopo l'incontro del 22 ottobre si valutano nuove ricollocazioni interne e possibili pensionamenti. L'obiettivo è limitare i licenziamenti, mentre restano aperte le questioni della sicurezza e del piano industriale.

Radici Chimica, spiragli sulla riduzione degli esuberi: nuovo confronto tra azienda e sindacati

Qualche segnale positivo nella vertenza Radici Chimica di Novara, dove prosegue il confronto tra la direzione aziendale e le rappresentanze sindacali sul futuro dello stabilimento di via Fauser. Durante l'incontro tecnico del 22 ottobre sono state approfondite le possibilità di ricollocazione interna dei lavoratori e le misure per ridurre l'impatto occupazionale della riorganizzazione, che inizialmente prevedeva 140 esuberi su un totale di 287 dipendenti.

Secondo quanto riferito da Massimo Olivini, rappresentante della Rsu Uil, l'azienda avrebbe manifestato l'intenzione di ridurre nelle prossime settimane il numero dei licenziamenti prospettati a circa 100. Attraverso il ricorso alla cassa integrazione, l'obiettivo sarebbe quello di contenere ulteriormente le uscite, fino a circa 50. Si tratta tuttavia di ipotesi ancora da definire nell'ambito della trattativa.

Un altro elemento riguarda i dipendenti prossimi alla pensione. Azienda e sindacati hanno concordato di invitare i lavoratori a presentare volontariamente gli Ecocert, i documenti dell'Inps che certificano la posizione contributiva. L'obiettivo è individuare quanti potranno accedere alla pensione nei prossimi tre anni, contribuendo a ridurre il numero dei lavoratori in esubero e, di conseguenza, il rischio di licenziamenti.

Resta centrale anche il tema della sicurezza, in particolare nel reparto Sale 66. La direzione ha prospettato interventi immediati e a medio termine, mentre i sindacati hanno chiesto di verificare le esigenze di personale anche negli altri impianti produttivi, per individuare ulteriori opportunità di ricollocazione.

Nonostante le aperture, permangono le preoccupazioni sulla concretezza del piano industriale. In particolare, Ugl Chimici ha espresso forti riserve sulle posizioni aziendali in materia di esuberi e ammortizzatori sociali, annunciando una relazione critica sul progetto industriale, sulle garanzie occupazionali e sulla sicurezza.

Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 27 ottobre al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove azienda e organizzazioni sindacali torneranno a confrontarsi per cercare soluzioni concrete a tutela dell'occupazione e del futuro produttivo dello stabilimento novarese.

Redazione

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