/ Ultim'ora

Ultim'ora | 02 settembre 2026, 17:18

Il leghista Morelli 'reporter' da Ceuta: "Abitanti per ora protetti dagli agenti, ma temono per quando resteranno soli..."

Il leghista Morelli 'reporter' da Ceuta: "Abitanti per ora protetti dagli agenti, ma temono per quando resteranno soli..."

(Adnkronos) - Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, senatore della Lega e soprattutto milanese doc, qualche giorno fa, come molti militanti del Carroccio, è stato a Ceuta, l'exclave spagnola presa d'assalto poco più di mese fa da migliaia di immigrati irregolari. Attraverso video sui social, l'esponente leghista ha documentato quello che ha visto: una "città militarizzata" e ancora piena di immigrati, in cui la normalità sembra essere lontana da tornare.  

Senatore, cosa ha visto in quei giorni passati a Ceuta? Dopo aver toccato con mano la situazione dell'exclave spagnola, pensa ancora che la decisione del governo Meloni di chiudere le frontiere con la Spagna sia stata una scelta giusta?

 

"Ceuta, la Spagna, l'Europa sono state vittime di un'invasione, che ha riguardato più di 72mila clandestini, ora la situazione vede presenti 5-10mila clandestini ma su una popolazione di 83mila abitanti. E' una città militarizzata, ci sono forze dell'ordine, gendarmi con tanto di elmetto e tutto l'armamentario ogni cento metri, la situazione è ancora di altissima tensione, che viene tenuta sotto controllo solo per la presenza dei militari. Il governo ha fatto benissimo a bloccare Schengen con la Spagna. I numeri ci dimostrano che il controllo delle frontiere non è un vezzo ma un'assoluta necessità. 

Lei ha parlato anche con gli abitanti del posto, cosa le hanno detto?

 

"A un mese dall'invasione, le principali preoccupazioni degli abitanti di Ceuta sono tre: fino a quando si può pensare che la città possa essere militarizzata, con tremila agenti? Ma soprattutto: quando verranno espulse le persone che non hanno diritto di rimanere e quando si tornerà alla normalità? Si immagini una grande stazione, come quella di Roma o Milano, letteralmente circondata da persone che non hanno niente da fare, a differenza delle nostre zone rosse, però, là non ti senti sicuro. Anche se ci sono i militari. Se poi vengono richiamati via...". 

Il governo fra due giorni taglierà il traguardo dell'esecutivo più longevo della storia della Repubblica, la presidente Giorgia Meloni festeggerà con una grande festa a Bari, lei parteciperà?

 

"Io non sono stato invitato ma sono certo che sarà una grande momento per tutti. Il nostro momento di festa, come Lega, sarà sul pratone di Pontida, il 19 e 20 settembre. Il raduno del popolo del Carroccio, che si fa ogni anno, sarà sicuramente un momento nel quale Salvini e noi che facciamo parte del governo festeggeremo il traguardo, anche lanciando e rilanciando le nostre proposte per il prossimo anno e per gli anni che verranno". 

A proposito di Lega, la situazione non sembra delle più rosee all'interno del partito, nel Nord e soprattutto in Lombardia ci sono un po' di mal di pancia che mettono nel mirino Salvini. Lei che idea si è fatto?

 

"Io penso che molto di quello che si legge, sono tesi costruite più nelle redazioni con qualcuno che le favorisce, chiaramente, che parlando con i militanti. Sono sbalordito di come stanno dando grande spazio alle polemiche interne, che molto spesso sono naturali, in una realtà complessa". 

Però Attilio Fontana e Massimiliano Romeo, rispettivamente il presidente della Lombardia e il segretario della Lega lombarda nonché capogruppo del Carroccio in Senato, sono usciti allo scoperto.

 

"Fontana e Romeo sono due militanti che hanno il favore dei microfoni, delle telecamere, a differenza di migliaia di militanti che lavorano volontariamente ogni giorno, che si impegnano per la Lega, propongono, vanno per esempio a Ceuta a testimoniare cosa succede in Europa e cosa vuole fare la Lega per l'immigrazione clandestina". 

Rimanendo in Lombardia, e nello specifico a Milano, ieri Mario Calabresi si è fatto avanti per il centrosinistra come post-Sala. Nel centrodestra quando riuscirete a trovare un nome condiviso? Sarà un candidato politico o un civico?

 

"Vedo che il primo a mettersi paura per la candidatura di Calabresi è stato Gabriele Albertini che, ricordo, deve ancora una Ferrari alla famiglia Maroni, perché quando si candidò contro di lui per la regione Lombardia avrebbe detto che se avesse perso gliel'avrebbe regalata. La famiglia la sta ancora aspettando... . Comunque, le previsione da Mago Otelma di Albertini è probabile che ci portino bene. Io ho segnalato da parecchi mesi che bisogna trovare un accordo sul nome perché il programma è già scritto, ovvero una città di buon senso che voglia crescere a favore dei cittadini e non valorizzare le due Milano che si sono create con l'amministrazione Sala, ovvero una Milano della Ztl e del caviale, che è quella del centro, e una Milano 'Forza Maranza' delle periferie". 

Tra poco inizierà la discussione in aula al Senato della legge elettorale. Lei che idea si è fatto: è effettivamente una priorità?

 

"Sì, è una priorità, ma perché avere un governo, e festeggiarlo, così longevo ci fa rendere conto di quanto la stabilità permette di mettere solide base per una serie di progetti. L'auspicio del centrodestra con questa legge elettorale è quello di dare l'opportunità a tutti di governare per cinque anni". 

 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore