Una telefonata sul numero fisso di casa, seguita da una videochiamata WhatsApp con un uomo in uniforme che si presenta come un alto ufficiale dei Carabinieri. È il tentativo di truffa segnalato ad Arona e sul quale il sindaco Alberto Gusmeroli ha deciso di mettere in guardia la popolazione.
La vicenda ha coinvolto un cittadino aronese, inizialmente contattato da una persona che sosteneva di appartenere all'Arma. Poco dopo è arrivata una videochiamata da un secondo uomo, questa volta in divisa, che si sarebbe qualificato come un alto ufficiale.
I truffatori hanno raccontato alla potenziale vittima una vicenda legata a una presunta rapina e alla clonazione di una targa automobilistica. Con questo pretesto avrebbero cercato di convincere l'uomo a raggiungere un indirizzo a Novara, prospettandogli, in caso di rifiuto, anche una possibile perquisizione della sua abitazione.
Un comportamento che ha insospettito il cittadino. Quando quest'ultimo ha spiegato di voler informare il sindaco e soprattutto di volersi recare direttamente alla stazione dei Carabinieri di Arona per verificare quanto gli era stato riferito, l'interlocutore ha chiesto spiegazioni e, poco dopo, ha interrotto la comunicazione senza più richiamarlo.
Secondo quanto riferito dal sindaco, l'obiettivo del raggiro avrebbe potuto essere quello di far allontanare la vittima dalla propria abitazione, creando così le condizioni per consentire a eventuali complici di entrare in casa.
"Non fidatevi mai di chi, al telefono o tramite WhatsApp, si presenta come appartenente alle Forze dell'Ordine e vi mette fretta, vi intimorisce o vi prospetta l'arrivo di qualcuno a casa", è l'appello di Gusmeroli. Il sindaco ricorda inoltre che la presenza di una persona in uniforme durante una videochiamata non rappresenta una garanzia della sua reale identità: proprio la divisa può essere utilizzata per rendere il tentativo di truffa più credibile.
L'invito ai cittadini è quello di non comunicare mai informazioni personali o bancarie, dettagli sui propri beni e dati contenuti nelle bollette di luce e gas. Allo stesso modo, non bisogna consegnare denaro o oggetti di valore, né aprire la porta di casa a persone sconosciute. Particolare attenzione va prestata anche alle domande formulate durante le telefonate, evitando di confermare informazioni personali.
"In caso di dubbio, interrompete la telefonata e chiamate direttamente il 112, spiegando quanto sta accadendo", sottolinea il sindaco.
Gusmeroli invita inoltre a informare soprattutto le persone anziane e chi vive solo, condividendo con familiari, parenti e vicini le modalità utilizzate dai truffatori.
Il sindaco ha infine ringraziato i Carabinieri della Stazione di Arona e, in particolare, il maresciallo Verdicchio, che dopo la segnalazione si è attivato contattando personalmente il cittadino coinvolto e rassicurandolo.
"Nel dubbio, non aprite la porta, non fatevi intimorire e chiamate il 112", conclude Gusmeroli.














