Salgono a 14 i casi di malattia neuroinvasiva da West Nile nel Novarese. L'ultima diagnosi riguarda un residente di Vignale, mentre il territorio tra Sesia e Ticino continua a fare i conti con la presenza delle zanzare infette che possono trasmettere il virus.
Secondo i dati del Seremi, il Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, la provincia di Novara registra quest'anno il maggior numero di contagi confermati da West Nile in Piemonte.
Dall'inizio di luglio sono stati segnalati casi a Romentino, Recetto e Cerano, oltre che in diverse zone della città di Novara: Sacro Cuore, Olengo, Bicocca, Vignale e Cittadella-Villaggio Dalmazia.
Sono due i decessi correlati al virus registrati nel corso dell'estate: un uomo di 80 anni alla fine di luglio e un 87enne residente alla Bicocca all'inizio di agosto.
Il West Nile virus viene trasmesso all'uomo attraverso la puntura di zanzare infette, che acquisiscono il virus principalmente dagli uccelli. Nella maggior parte dei casi l'infezione non provoca manifestazioni gravi. Le forme neuroinvasive sono rare e interessano soprattutto persone anziane o fragili, con possibili sintomi come febbre alta, forte mal di testa, disorientamento, perdita dell'equilibrio, tremori e altri disturbi neurologici.
In assenza di un vaccino per uso umano, la prevenzione rimane lo strumento principale per ridurre il rischio. Particolare attenzione va riservata all'eliminazione dei ristagni d'acqua in sottovasi, secchi e bidoni, ambienti nei quali le zanzare possono riprodursi.
Per la protezione personale sono utili le zanzariere nelle abitazioni e, all'aperto, abiti chiari e coprenti e repellenti autorizzati. Misure particolarmente importanti in questa fase della stagione, mentre prosegue il monitoraggio della circolazione del virus nel Novarese.














