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Digitale | 05 agosto 2026, 14:29

EUDI Wallet: cosa cambia per l'identità digitale degli italiani dal 2026

Entro la fine del 2026 tutti i cittadini dell'Unione Europea, novaresi compresi, avranno diritto a un nuovo strumento di identità digitale: l'EUDI Wallet, il portafoglio digitale europeo pensato per sostituire, o meglio affiancare, i sistemi nazionali come lo SPID italiano. 

L'idea di fondo è semplice: invece di avere un'identità digitale valida solo entro i confini nazionali, ogni cittadino potrà portare documenti, patente e credenziali di accesso in un'unica app riconosciuta in tutti i 27 Stati membri. 

Il principio non è nuovo: già oggi l'identità digitale ha sostituito il caricamento manuale dei documenti in molti settori, dalla pubblica amministrazione alle piattaforme di intrattenimento come i casino con SPID, dove basta l'account SPID per completare la registrazione in pochi minuti.

La scadenza del 24 dicembre 2026

A imporre questa svolta è il regolamento europeo eIDAS 2.0 (Regolamento UE 2024/1183), che aggiorna le regole sull'identità digitale in vigore dal 2014. Il testo fissa una scadenza precisa: entro il 24 dicembre 2026 tutti gli Stati membri sono obbligati a mettere a disposizione dei propri cittadini un Identity Wallet conforme allo standard europeo. 

È un obbligo di legge, non una raccomandazione, e riguarda tanto i grandi Paesi quanto quelli più piccoli. Per le aziende private di dimensioni maggiori, come banche, operatori di telecomunicazioni e compagnie assicurative, il termine per adeguare i propri sistemi e accettare le credenziali dell'Identity Wallet è invece fissato a dicembre 2027, un anno più tardi rispetto agli enti pubblici.

L'IT Wallet italiano: SPID e CIE già pronti per il salto

L'Italia arriva a questo appuntamento in una posizione favorevole. Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale sta sviluppando l'IT Wallet, che integrerà direttamente SPID e CIE nello standard europeo, ed è già considerato uno dei sistemi più maturi tra quelli avviati nei Paesi UE. 

Un rapporto pubblicato a febbraio 2026 sullo stato di realizzazione degli EUDI Wallet in Europa mostra un quadro disomogeneo tra i 27 Stati membri, con Paesi ancora in fase di sperimentazione e altri, come l'Italia, già più avanti grazie alla base costruita su SPID e CIE negli anni scorsi. 

Nella pratica, chi ha già attivato funzioni come la patente digitale tramite IT Wallet non dovrà scaricare nuove app né ripetere alcuna registrazione. L'integrazione con lo standard EUDI avviene lato server, quindi il passaggio dovrebbe risultare pressoché invisibile per chi utilizza già i servizi digitali della pubblica amministrazione.

Cosa cambia in concreto per chi ha già SPID o CIE

Per un cittadino che ha già attivato lo SPID o possiede la CIE, la buona notizia è che non serve rifare nulla in vista della scadenza di dicembre. I due sistemi restano validi e continueranno a funzionare come oggi anche dopo l'introduzione dell'EUDI Wallet: la transizione è pensata per sommarsi agli strumenti esistenti, non per sostituirli dall'oggi al domani. 

Nel tempo, però, l'EUDI Wallet dovrebbe aggiungere una possibilità che oggi manca: usare la stessa identità digitale anche fuori dall'Italia, per esempio per aprire un conto in un altro Paese UE o accedere a servizi pubblici durante un soggiorno all'estero, senza dover attivare un sistema locale diverso ogni volta. 

Chi oggi si trasferisce per lavoro o studio in un altro Stato membro conosce bene il fastidio di dover ripetere da zero l'identificazione presso ogni singolo ente: con l'EUDI Wallet a regime, quel passaggio dovrebbe ridursi a una semplice condivisione delle credenziali già verificate in Italia.

Il settore privato e i tempi più lunghi

Il calendario più lungo concesso al settore privato, con scadenza a dicembre 2027, riguarda anche comparti che oggi già usano SPID per la verifica dell'identità, incluso quello del gioco online con licenza ADM. 

Attualmente, un operatore che riceve una richiesta di registrazione tramite SPID di livello 2 verifica l'identità del giocatore in pochi minuti, contro le 24-48 ore che potevano servire con il caricamento manuale dei documenti. Con l'arrivo dell'EUDI Wallet, questo tipo di verifica potrebbe estendersi anche a chi arriva da un altro Paese europeo, sempre nel rispetto delle regole ADM sulla licenza e sull'età minima per il gioco, che resta comunque riservato ai maggiorenni. 

Chi si registra su queste piattaforme dovrebbe comunque ricordare che il gioco può creare dipendenza, e vale la pena impostare limiti di tempo e di spesa fin dall'inizio. Per chi vuole capire più nel dettaglio come cambierà l'accesso a questo tipo di servizi, è disponibile un approfondimento su EUDI Wallet e il futuro dell'identità digitale nel casino online.

Cosa conviene fare già ora

In attesa della scadenza di dicembre, la cosa più sensata resta attivare, se non lo si è ancora fatto, almeno uno tra SPID e CIE: entrambi confluiranno nell'IT Wallet italiano senza bisogno di rifare la procedura, e restano comunque lo strumento più diffuso per accedere ai servizi online, pubblici e privati. 

Aspettare l'EUDI Wallet per iniziare a usare l'identità digitale significherebbe perdere, nel frattempo, la comodità che SPID e CIE offrono già oggi.

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