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Economia | 26 giugno 2026, 07:25

Edilizia piemontese sotto pressione: rincari di materie prime, energia e credito nell’estate decisiva del Pnrr

Confartigianato Piemonte: metalli e alluminio in forte crescita, aumentano i costi di produzione e il peso dei finanziamenti

Edilizia piemontese sotto pressione: rincari di materie prime, energia e credito nell’estate decisiva del Pnrr

Materie prime, energia e credito: è l’estate calda dell’edilizia del Piemonte con le imprese delle costruzioni impegnate nella fase decisiva di realizzazione degli investimenti del Pnrr (entro giugno 2026) ma ancora sotto pressione per i costi di produzione. L'analisi dell'ufficio studi di Confartigianato evidenzia come le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno già prodotto effetti rilevanti sui mercati delle materie prime e dell'energia. A maggio 2026 i prezzi dei metalli e dei minerali hanno registrato un aumento su base annua del 39,3% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, mentre il prezzo dell'alluminio è cresciuto, sempre su base annua, del 49,7% (l'Italia che importa dal Medio Oriente il 13,7% del proprio fabbisogno di alluminio).

Rincari diffusi anche per altre materie prime fondamentali per la filiera delle costruzioni. A marzo i prezzi all'importazione risultano in aumento dell'8,8% per la metallurgia e i prodotti in metallo e del 7,3% per il legno e i prodotti in legno. Le imprese segnalano oggi aumenti attesi mediamente attorno al 20% per bitume, materie prime polimeriche, trasporti e prodotti ad alta intensità energetica, tra cui laterizi e materiali per l'edilizia.

Per le imprese artigiane delle costruzioni e dell'impiantistica il problema non riguarda soltanto il rischio di nuovi rincari. Negli ultimi cinque anni i prezzi alla produzione di numerosi materiali utilizzati nei cantieri hanno già accumulato aumenti significativi. Parquet assemblato, prodotti in calcestruzzo, strutture metalliche, carpenteria in legno, cemento, malte, vetro e laterizi mostrano incrementi compresi tra il 2,5% e il 5,5%.

“Le nuove tensioni internazionali si innestano quindi su una filiera che non ha ancora completamente assorbito gli effetti delle forti impennate dei costi registrate a partire dal 2021 – rileva Enzo Tanino, presidente Confartigianato Piemonte edilizia – ma nonostante queste criticità, il settore continua a rappresentare uno dei principali motori della crescita economica, anche se si prevede un rallentamento dell’attività nel corso dell’estate”.

La tenuta del comparto resta strettamente legata alla fase conclusiva del Pnrr: gli investimenti attivati dal Piano hanno svolto un ruolo determinante nel sostenere la crescita economica degli ultimi anni.

 “A rendere più complesso il quadro contribuisce anche il costo del credito – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte - ad aprile 2026 il tasso medio applicato alle imprese ha raggiunto il 3,65%, in aumento rispetto al 3,49% di marzo e superiore di oltre due punti percentuali rispetto ai livelli precedenti all'avvio della stretta monetaria della Bce. Una dinamica che pesa soprattutto sulle piccole imprese e che rischia di rallentare ulteriormente gli investimenti necessari per la crescita del settore”.

"L'estate 2026 si apre con cantieri ancora pieni ma con imprese che continuano a guardare con crescente preoccupazione all'evoluzione dello scenario internazionale – chiarisce Tanino – la sfida sarà completare gli investimenti del Pnrr senza che una nuova fiammata dei costi energetici e delle materie prime comprometta la sostenibilità economica delle aziende. I cantieri devono essere conclusi entro le scadenze previste ma diventano più vulnerabili quando aumentano i costi e si aggravano le criticità negli approvvigionamenti."

"L'edilizia continua a essere uno dei principali motori dell'economia, ma occorre guardare oltre l'orizzonte del 2026 – conclude Tanino - sarà fondamentale programmare una nuova stagione di investimenti dedicata alla messa in sicurezza del territorio, alla rigenerazione urbana e alla riqualificazione energetica degli edifici. Le imprese chiedono un quadro stabile e strutturale di incentivi che consenta di accompagnare la transizione del patrimonio edilizio italiano e di garantire continuità agli investimenti”.

Comunicato Stampa

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