(Adnkronos) - "Siamo in 20.000, in corteo a Roma, a ricordare che una comunità non può dirsi pienamente giusta se lascia nell'ombra il bambino non ancora nato, l'anziano, il malato, chi soffre in silenzio, perché, come ha affermato qualche giorno fa Papa Leone XIV, 'la difesa della vita umana è una meta di civiltà' Ebbene, oggi ribadiamo che una società davvero sana è solo quella che tutela la vita dal concepimento alla morte naturale, nella ferma convinzione di voler abrogare qualsiasi legge che consenta la lesione di questi diritti". Così gli organizzatori della manifestazione nazionale 'Scegliamo la Vita' che si è svolta oggi nella Capitale con un corteo da piazza della Repubblica a piazza di San Giovanni in Laterano.
Dal palco della manifestazione i due portavoce, Massimo Gandolfini e Maria Rachele Ruiu, si sono rivolti al mondo della politica, della cultura e della comunicazione, lanciando un appello "a favore della natalità, per vietare le pillole del giorno dopo e dei cinque giorni dopo, abrogare la Circolare 'Speranza' che ha liberalizzato l’aborto farmacologico tramite RU486 prescritta in ambulatorio e abolire le tecniche che manipolano gli esseri umani producendo, selezionando, congelando ed eliminando embrioni".
La difesa della vita nascente, hanno sottolineato, "passa anche dalla creazione di un Fondo destinato al diritto di non abortire, sostenendo la presenza nei consultori e sui territori di associazioni esperte nel sostegno alla maternità e aiutando giovani coppie e famiglie numerose con politiche strutturali". Sul Fine Vita l’appello politico della manifestazione è quello di "non legiferare in alcun modo in materia di suicidio assistito o eutanasia e di finanziare adeguatamente il programma di Medicina Palliativa previsto, ma mai attuato davvero adeguatamente, dalla Legge 38/2010, che è il vero antidoto alle richieste di suicidio assistito". Contestualmente, anche la richiesta di "misure politiche per la completa tutela del benessere dei bambini e quindi di bloccare le transizioni ormonali e chirurgiche dei minori".














