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Attualità | 02 giugno 2026, 12:00

Anziani a Novara: 43° posto in Italia, tra buona assistenza e forte carenza di geriatri

Nella classifica de Il Sole 24 Ore la provincia mostra un sistema di welfare strutturato e pensioni sopra la media, ma sconta criticità pesanti sul fronte sanitario specialistico e del personale geriatrico

Anziani a Novara: 43° posto in Italia, tra buona assistenza e forte carenza di geriatri

La qualità della vita degli anziani nella provincia di Novara si colloca in una posizione intermedia nella classifica nazionale elaborata da Il Sole 24 Ore, con il 43° posto e un punteggio complessivo di 410. Un risultato che evidenzia un sistema di welfare complessivamente solido, ma non privo di fragilità strutturali.

Tra gli elementi più positivi spicca il livello delle pensioni di vecchiaia, tra i più alti in Italia, che colloca Novara al 15° posto nazionale. Buoni anche i dati legati ai servizi: l’assistenza domiciliare è al 23° posto, mentre i posti letto nelle Rsa (20° posto) e quelli per l’alta intensità assistenziale (16° posto) indicano una rete residenziale e sanitaria piuttosto sviluppata.

Positivo anche il quadro dei servizi di prossimità: la provincia si colloca al 39° posto per l’accesso ai servizi sanitari e assistenziali raggiungibili a piedi, e al 34° per i servizi alla persona, segno di una discreta diffusione territoriale delle opportunità per la popolazione anziana. Anche la partecipazione ai servizi sociali e al non profit mostra una buona tenuta (30° posto).

Accanto ai punti di forza emergono però criticità significative. La più evidente riguarda la presenza di geriatri: Novara è all’ultimo posto in Italia (107°), un dato particolarmente rilevante in una provincia con una popolazione sempre più anziana. Anche la disponibilità di infermieri risulta sotto la media, così come il trasporto per anziani e disabili, che si colloca al 73° posto.

Sul fronte dei servizi quotidiani, si registrano alcune difficoltà nell’accesso al commercio di prossimità (64° posto) e una dotazione non ottimale di orti urbani e spazi dedicati. Anche il consumo di farmaci per malattie croniche, più basso rispetto alla media, può riflettere differenze nei profili di salute o nell’accesso alle cure.

Più critico anche il dato sull’inquinamento acustico (85° posto), che segnala una percezione di disagio ambientale non trascurabile.

a.f.

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