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Attualità | 31 maggio 2026, 11:10

Rinnovabili, il Piemonte corre ma non basta: raggiunto il 41,8% dell’obiettivo 2030

Negli ultimi anni installati oltre 2.000 MW da fonti pulite: la regione punta ad accelerare sulla transizione energetica.

Rinnovabili, il Piemonte corre ma non basta: raggiunto il 41,8% dell’obiettivo 2030

In Italia negli ultimi dieci anni la capacità di copertura dei consumi elettrici da fonti rinnovabili è cresciuta del 7% passando dal 33,9% nel 2015 al 41,1% nel 2025, e arrivando a pochi punti di percentuale dalle fonti fossili (43,8%). In particolare, nel 2025 il contributo maggiore è arrivato dal fotovoltaico, seguito da idroelettrico, eolico e geotermia. Una crescita nel complesso lenta ma importante che, però, deve essere sostenuta e incoraggiata da politiche energetiche più efficaci sbloccando gli iter burocratici per centrare l’obiettivo 2030 e cominciare a guardare a quello di decarbonizzazione al 2040. A chiederlo è Legambiente, che ha presentato a Roma il nuovo studio “Italia Rinnovabile”, realizzato con il contributo di Statkraft Italia e Fera, La Nuova Ecologia media partner, annunciando anche l’avvio della sua nuova campagna nazionale “Ok, la bolletta giusta. Prezzo zonale è giustizia sociale”, con partner AzzeroCO2 e Coordinamento Free. Lo studio fa il punto su numeri, potenzialità, ritardi, 11 buone pratiche e 15 interventi sulle rinnovabili da mettere in campo proposti al governo. Pilastro centrale del report il fatto che le fonti pulite sono alleate decisive per contrastare la crisi climatica e la povertà energetica, per portare benefici ai territori e per ridurre il costo della bolletta su cui ad oggi il gas fossile incide per l’89% delle ore sulla formazione del prezzo finale dell’energia.

“Il Piemonte - dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta - dimostra nei numeri e nelle esperienze concrete che la transizione energetica non è solo possibile, ma già in corso. Oggi la nostra regione dispone di oltre 7.221 MW di potenza rinnovabile installata, con una forte presenza dell’idroelettrico (oltre 3.075 MW) e del fotovoltaico (circa 3.776 MW), a cui si affiancano sistemi di accumulo rilevanti che rafforzano la stabilità del sistema energetico. Questi dati ci dicono che il Piemonte è la terza regione più avanzata del Paese, ma anche che il percorso è solo a metà: siamo al 41,8% dell’obiettivo al 2030, con oltre 2.000 MW installati negli ultimi anni, ma occorre accelerare in modo deciso per colmare il gap restante.

Un ruolo centrale lo giocano le aree idonee, che devono diventare uno strumento vero di semplificazione e pianificazione, evitando interpretazioni restrittive e favorendo lo sviluppo degli impianti nelle zone già compromesse, come siti industriali, infrastrutture e aree degradate. È fondamentale che le regioni operino con criteri chiari e coerenti, garantendo certezze ai territori e agli investimenti. Il Piemonte ha già esempi concreti di buona transizione, come il progetto di Trino Vercellese, dove il più grande impianto fotovoltaico del Nord Italia da circa 87 MW è stato realizzato su un’area industriale dismessa, l'ex centrale nucleare, coinvolgendo direttamente i cittadini attraverso forme di crowdfunding. Un’esperienza che dimostra come le rinnovabili possano rigenerare territori, creare partecipazione e produrre benefici ambientali e sociali tangibili."

l.b.

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