(Adnkronos) - "Quando uno pensa non dobbiamo fare il processo ai pensieri, perché altrimenti siamo tutti colpevoli. Quante volte abbiamo pensato male del capo del governo, della polizia o dei carabinieri o del centravanti della Juventus o del Milan, quando uno dice l'arbitro è corrotto è corrotto? Sono pensieri...Ognuno pensa quello che vuole, allora andiamo tutti in galera...chi è che non pensa? Ognuno è libero di pensare". Lo afferma Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, a chi gli chiede cosa ne pensa dei soliloqui del 37enne finiti nell'inchiesta che lo vede indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.
Parole pronunciate nel giorno in cui è stato mandato a processo a Milano (al via il 14 settembre) per diffamazione nei confronti dello studio Giarda, gli ex difensori di Alberto Stasi condannato per il delitto di Garlasco. "Vedremo cosa succede, me lo aspettavo, era un percorso obbligato: non patteggiando, non abbreviando, non chiedendo riti alternativi la sorte è questa" aggiunge Lovati. E a chi gli chiede se anche oggi riparlerebbe di presunta "macchinazione" contro Sempio, il difensore (con una piccola parentesi politica) dice: "Ne riparliamo il 14 settembre. Più avanti svelerò qualcosa che riguarda la macchinazione del 2007. Alla fine del processo vedremo se c’è stata". Lovati, difeso dal collega Fabrizio Gallo, è già pronto a difendersi.












