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Attualità | 09 maggio 2026, 10:00

Morti sul lavoro, Piemonte in zona gialla: 10 vittime nei primi 3 mesi dell'anno

Nel trimestre lieve calo nazionale degli infortuni mortali (-8,6%), ma la regione resta tra quelle con numeri significativi. Preoccupano rischio e disuguaglianze nei settori più esposti

Morti sul lavoro, Piemonte in zona gialla: 10 vittime nei primi 3 mesi dell'anno

Nel primo trimestre del 2026 in Italia si registra un lieve miglioramento sul fronte delle morti sul lavoro, ma il fenomeno resta strutturale e diffuso. Secondo i dati aggiornati a marzo elaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, le vittime sono state complessivamente 192, in calo dell’8,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Tra le regioni coinvolte figura anche il Piemonte, che si colloca in zona gialla nella classificazione del rischio, insieme ad altre aree del Centro-Nord. Nel territorio piemontese si contano 10 vittime sul lavoro a marzo 2026, un dato che conferma la presenza del fenomeno anche in un contesto industriale e produttivo avanzato.

Il Piemonte rientra così tra le regioni con incidenza intermedia, sopra le aree più virtuose ma sotto le situazioni considerate a rischio più elevato. Un quadro che, pur non essendo tra i peggiori a livello nazionale, mantiene alta l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

A livello nazionale, la Lombardia resta la regione con il numero più alto di vittime, seguita da Veneto, Sicilia, Campania, Lazio, Puglia e proprio Piemonte. Le analisi evidenziano inoltre forti differenze tra territori e categorie di lavoratori. Preoccupa in particolare il dato sui lavoratori stranieri, per i quali il rischio di morte sul lavoro risulta oltre tre volte superiore rispetto a quello degli italiani, e la concentrazione degli incidenti nelle fasce d’età più alte, soprattutto tra i lavoratori tra i 55 e i 64 anni.

Le costruzioni, i trasporti e il comparto manifatturiero si confermano tra i settori più colpiti, mentre sul piano temporale il giovedì risulta il giorno con il maggior numero di incidenti mortali. Nonostante il lieve calo complessivo delle vittime, l’aumento delle denunce di infortunio (+5,3%) conferma che il fenomeno resta ampio e strutturale, richiedendo interventi costanti su prevenzione, formazione e controlli.

La classificazione dell’Osservatorio distingue le regioni in fasce di rischio: il Piemonte si colloca nella zona gialla, insieme a Lombardia, Lazio, Sardegna ed Emilia-Romagna, mentre le situazioni più critiche restano concentrate nel Centro-Sud e in alcune regioni del Nord Est.

a.f.

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