Ha preso il via da Torino il percorso de “La musica che ci manca”, una delle azioni del progetto “La bellezza di ciò che manca” promosso dal Consorzio intercomunale per la gestione dei Servizi socio-assistenziali dell’Ovest Ticino (Cisa) e sostenuto grazie ai fondi del bando “Vivomeglio” 2025 della Fondazione Crt.
Il primo appuntamento si è svolto negli spazi di “Musiké – Officina musicale” e ha visto protagoniste le persone con disabilità dei Centri Sth di Galliate, Trecate e del “C’entro” di Recetto, coinvolte in un’esperienza nuova, fatta di suoni, ascolto e relazione.
Un laboratorio che rappresenta molto più di un’attività artistica: un’occasione di espressione e crescita, in cui ogni partecipante è chiamato a mettersi in gioco attraverso la propria voce e il proprio corpo, senza schemi o giudizi.
"Il laboratorio – spiegano il vicedirettore e responsabile dell’Area Adulti, minori e famiglie del Cisa Ovest Ticino Anna Caprino, la pedagogista Grazia Fallarini e Marco Bricco di DispariTeatro, partner del progetto – è guidato da Paolo Zaltron insieme con Gabriella Cigolini e si muove sul confine tra voce, corpo e relazione. L’obiettivo non è imparare a cantare “bene”, ma ascoltare ciò che emerge, anche quando è incerto, irregolare, sorprendente".
Un primo passo significativo, fatto di piccoli spostamenti e nuove connessioni, che apre a un percorso più ampio dove la musica diventa strumento di inclusione e cambiamento. «Perché anche la voce che manca può diventare musica», concludono i promotori.






















