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Attualità | 14 aprile 2026, 11:00

Il Cammino delle Colline Novaresi: 200 chilometri di natura, comunità e turismo lento

Dall’idea nata durante la pandemia a un progetto che coinvolge 26 Comuni: tre percorsi principali, un’anima inclusiva e una rete di territorio pronta ad accogliere i viandanti

Il Cammino delle Colline Novaresi: 200 chilometri di natura, comunità e turismo lento

È nato nel silenzio sospeso della pandemia, quando il mondo si era fermato e i sentieri di casa sono diventati l’unico orizzonte possibile. Da quell’intuizione di Paolo Campagnoli e Mario Ceratti prende forma oggi il Cammino delle Colline Novaresi, inaugurato ufficialmente dopo quasi tre anni di lavoro, mappature e collaborazione tra ben 26 Comuni.

Il debutto si è concretizzato nel fine settimana del 10-12 aprile: prima l’assemblea inaugurale, poi la camminata tra Bogogno, Suno, Mezzomerico e Oleggio, andata rapidamente sold out. Un segnale chiaro che il progetto del Cai di Borgomanero è ormai diventato una realtà strutturata nel panorama del turismo lento.

Il Cammino non è un percorso unico, ma un sistema di itinerari pensati per adattarsi a diversi livelli di preparazione. Tre le vie principali. La Via della Sesia attraversa i vigneti più rinomati dell’Alto Piemonte e si completa in 3-4 giorni, con una tappa finale tra le risaie. La Via dell’Agogna propone un viaggio più lungo, tra colline e pianura, passando per l’insolita “savana” del Piano Rosa, per un totale di 5-6 giorni. La Via della Traversagna, invece, segue le creste più alte, regalando panorami che spaziano dal Monte Rosa fino agli Appennini. A queste si aggiunge il Cammino Devozionale, un itinerario di tre giorni che collega Novara al Santuario di Boca.

Con l’inaugurazione entra in funzione anche il sistema ufficiale di accoglienza del viandante. La Credenziale, richiedibile online e ritirabile a Oleggio, Novara o Borgomanero, consente di raccogliere i timbri lungo il percorso, accedere a convenzioni e ottenere il diploma finale. Il Testimonium viene rilasciato a chi percorre almeno 65 km a piedi o 95 km in bicicletta, dopo aver superato un breve test sulle peculiarità del territorio, realizzato dagli studenti dell’istituto Leonardo Da Vinci.

Ma il cuore del progetto è la rete che lo sostiene. Strutture ricettive, cantine, botteghe e guide ufficiali si affiancano ai custodi del cammino, impegnati nella manutenzione dei sentieri, e ai cantastorie, che aprono e raccontano luoghi spesso chiusi al pubblico. Un modello partecipativo che rende il cammino un’esperienza autentica, profondamente legata al territorio.

Grande attenzione anche all’inclusività: i promotori stanno mappando i tratti percorribili con la joëlette, con l’obiettivo di rendere il percorso accessibile anche a persone con mobilità ridotta. E per chi arriva da lontano, è già attivo il collegamento diretto con Milano: tre giorni a piedi lungo Navigli e Parco del Ticino permettono di raggiungere le colline novaresi partendo da piazza Duomo.

All’assemblea inaugurale ha partecipato anche il vicepresidente della Provincia di Novara, Andrea Crivelli: «I cammini sono un modo concreto per conoscere davvero un territorio: uniscono paesaggio, storia e comunità. Il Cammino delle Colline Novaresi è una bella alleanza tra Comuni, associazioni e volontari».

Un progetto che guarda al futuro del turismo sostenibile, valorizzando identità locali e creando nuove opportunità per tutto il territorio novarese.

Redazione

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