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Attualità | 09 aprile 2026, 19:03

Sanità più sostenibile all’Aou di Novara: 40 tonnellate di rifiuti in meno ogni anno

Lo studio del “Maggiore della Carità” dimostra che una riorganizzazione dei test può abbattere oltre il 75% degli scarti e far risparmiare più di 60.000 euro all’anno

Sanità più sostenibile all’Aou di Novara: 40 tonnellate di rifiuti in meno ogni anno

Ridurre l’impatto ambientale della diagnostica di laboratorio è possibile, e lo dimostra uno studio dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara. La ricerca, coordinata dalla professoressa Roberta Rolla con il contributo della Scdu Laboratorio di Biochimica Clinica diretta dal professor Umberto Dianzani, quantifica per la prima volta l’impatto ambientale della medicina di laboratorio e individua strategie concrete per contenerlo.

Nel 2024, il laboratorio ha eseguito 3 milioni di test di biochimica, generando quasi 37 tonnellate di rifiuti, e oltre 264.000 emocromi, pari a 2,6 tonnellate di scarti. Una quota significativa di questi rifiuti è evitabile, intervenendo su tre fronti: ripetizioni non necessarie di esami, duplicazione di provette e eccesso di prelievi. Ad esempio, la riduzione del volume di sangue prelevato, adeguandolo alle reali esigenze analitiche, permette di diminuire del 75% i rifiuti in ematologia e di abbattere di oltre 24 tonnellate i rifiuti della biochimica.

Il beneficio economico è altrettanto rilevante: lo smaltimento dei rifiuti passa da 56.207 a 18.742 euro nella biochimica, con un risparmio complessivo stimato per il laboratorio superiore a 60.800 euro l’anno.

L’adozione combinata di misure mirate all’appropriatezza degli esami, all’utilizzo di una sola provetta per più analisi e alla riduzione del volume prelevato permette di ottenere risultati significativi sia in termini ambientali che economici”, spiega la professoressa Rolla.

In un contesto caratterizzato da crescente domanda di prestazioni diagnostiche, la sperimentazione dell’Aou di Novara evidenzia come i laboratori clinici possano svolgere un ruolo strategico nella promozione di una sanità sostenibile. L’impegno coinvolge tutti i professionisti del percorso di cura – medici, biologi, chimici, infermieri e tecnici sanitari – chiamati a fare scelte consapevoli per uno sviluppo sanitario più efficiente, responsabile e attento all’ambiente.

a.f.

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