Nel mondo del lavoro contemporaneo le donne continuano a rappresentare una forza decisiva per lo sviluppo sociale ed economico, pur dovendo spesso affrontare un equilibrio complesso tra professione, responsabilità familiari e vita personale. Secondo i dati Eurostat, nell’Unione Europea il tasso di occupazione femminile ha superato il 70%, ma resta ancora significativo il divario legato alla conciliazione tra lavoro e famiglia. Allo stesso tempo cresce il numero di donne che assumono ruoli di responsabilità, guidano imprese, promuovono innovazione e contribuiscono alla crescita dei servizi e delle professioni.
In questo scenario, la giornata internazionale della donna rappresenta non solo un momento simbolico ma anche l’occasione per riflettere sul contributo quotidiano delle donne nella società, nelle professioni e nel mondo dell’impresa. “Essere donna oggi significa saper conciliare ambizione, cura e responsabilità. Io vivo questa realtà ogni giorno come medico-chirurgo, madre e imprenditrice nel settore sanitario”. Così la dottoressa Karin Saccomanno, presidente di Aisi (Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti), medico-chirurgo e imprenditrice, che sottolinea come la crescita della presenza femminile nelle professioni e nell’imprenditoria rappresenti una delle trasformazioni più rilevanti della società contemporanea. “La maternità mi ha insegnato empatia e resilienza; la medicina, il mio mondo, mi ricorda ogni giorno il valore della fiducia e della cura; l’imprenditoria mi spinge a innovare e a costruire, con determinazione, modelli sostenibili e di qualità”.
Sempre più donne oggi sono protagoniste non solo nelle professioni tradizionali ma anche nella creazione e nello sviluppo di realtà imprenditoriali, portando competenze, visione e capacità organizzativa in settori strategici per il Paese. “Fondare e guidare una realtà sanitaria significa trasformare competenza, tecnologia e umanità in un progetto concreto che metta davvero il paziente al centro - osserva Saccomanno -. È una sfida che richiede responsabilità, ma anche la capacità di guardare al futuro con coraggio e innovazione”. Per Saccomanno, la crescita della leadership femminile sta contribuendo a diffondere modelli organizzativi più inclusivi, orientati alla qualità dei servizi e alla sostenibilità, rafforzando allo stesso tempo il legame tra professioni, territorio e comunità.
Nel settore sanitario questo contributo assume una dimensione particolarmente significativa. Secondo dati di World Health Organization e Oecd, le donne rappresentano circa il 70% della forza lavoro sanitaria globale, con una presenza rilevante tra medici, professionisti sanitari e operatori dell’area assistenziale. Un ruolo che non riguarda solo l’attività clinica, ma anche la capacità di sviluppare nuovi modelli organizzativi e gestionali, fondamentali per affrontare le sfide che attendono il sistema sanitario nei prossimi anni.
Per la presidente di Aisi, la crescita delle donne nelle professioni e nell’imprenditoria passa anche attraverso la condivisione delle esperienze e la costruzione di reti professionali. “Credo profondamente nella forza della condivisione: raccontare le sfide, i successi e la realtà dell’imprenditoria sanitaria serve a ispirare, a creare rete e a generare cambiamento - sottolinea Saccomanno -. È anche per questo che abbiamo dato vita ad Aisi, un’associazione che promuove il dialogo tra strutture sanitarie e istituzioni e favorisce lo scambio di esperienze e buone pratiche”,
Per la presidente di Aisi, la ricorrenza dell’8 marzo rappresenta soprattutto un richiamo alla responsabilità e alla visione. “L’8 marzo non è solo una celebrazione. È il promemoria della capacità delle donne di trasformare visioni in realtà, di innovare, curare e guidare. Investire sul talento femminile significa rafforzare non solo la sanità ma l’intera società, perché il futuro passa anche dalla capacità delle donne di costruire, con competenza e determinazione, nuove opportunità per le generazioni che verranno”.
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