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Attualità | 05 marzo 2026, 14:59

"8 marzo, tre donne, tre strade": la campagna nazionale per dedicare più vie alle figure femminili

L’associazione Toponomastica femminile invita i Comuni italiani a intitolare nuovi spazi pubblici a donne che hanno segnato la storia, la cultura e la società

"8 marzo, tre donne, tre strade": la campagna nazionale per dedicare più vie alle figure femminili

In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, torna anche nel 2026 la campagna nazionale "8 marzo, tre donne, tre strade", promossa dall’Associazione Toponomastica femminile, fondata e presieduta da Maria Pia Ercolini. L’iniziativa invita i Comuni italiani a celebrare l’8 marzo con un gesto concreto: dedicare le prossime tre aree di circolazione – come strade, piazze, piste ciclabili o percorsi pedonali – a tre figure femminili significative, una legata al territorio locale, una di rilievo nazionale e una di provenienza internazionale.

L’obiettivo è valorizzare il contributo delle donne nella storia e nella cultura, colmando il forte squilibrio ancora presente nella toponomastica delle città italiane. "La campagna rivolta ai Sindaci e alle Sindache d’Italia – spiega Giovanna Cristina Gado, referente del progetto – ha ottenuto anche per il 2026 il prestigioso patrocinio di ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, presieduta dal professor Gaetano Manfredi". Tra gli enti che sostengono l’iniziativa figura anche Anci Piemonte, guidata dal dottor Davide Gilardino.

Dal 2012 l’associazione porta avanti un censimento nazionale dei nomi delle strade per evidenziare il divario di genere nelle intitolazioni degli spazi pubblici. Da questa attività sono nate numerose collaborazioni con le amministrazioni comunali, che si traducono in ricerche sul territorio, attività culturali e progetti didattici rivolti alla cittadinanza.

Secondo l’associazione, la toponomastica può diventare uno strumento importante per recuperare e valorizzare la memoria delle donne che hanno contribuito allo sviluppo della società, della scienza, delle arti e della cultura. Rendere visibili queste figure nello spazio pubblico significa anche offrire alle nuove generazioni modelli e prospettive più ampie, superando stereotipi ancora radicati.

Per l’8 marzo 2026 l’associazione propone dunque ai Comuni alcune azioni concrete: dedicare nuove vie e spazi pubblici a figure femminili, garantire una presenza equilibrata di donne nelle commissioni toponomastiche, adottare regolamenti che favoriscano criteri di equità e promuovere percorsi partecipativi e progetti di ricerca che coinvolgano la cittadinanza nelle scelte dei nomi da attribuire ai luoghi della comunità.

Redazione

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