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Viabilità e trasporti | 17 febbraio 2026, 10:22

Pedemontana Piemontese, aggiornato il Piano materiali: ricadute strategiche per il Novarese tra cantieri, viabilità e sviluppo

La Giunta regionale approva l’aggiornamento del Piano di reperimento: coinvolti siti e impianti anche in provincia di Novara. Previsti più controlli, riuso dei materiali e prescrizioni ambientali più rigide

Pedemontana Piemontese, aggiornato il Piano materiali: ricadute strategiche per il Novarese tra cantieri, viabilità e sviluppo

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato l’aggiornamento del Piano di reperimento e gestione dei materiali litoidi necessari alla realizzazione della Pedemontana Piemontese, infrastruttura strategica destinata a collegare l’A4 Torino-Milano (all’altezza di Santhià, Biella e Gattinara) con l’A26 Genova Voltri-Gravellona, in località Ghemme.

Un provvedimento che avrà ricadute dirette soprattutto sul Novarese, considerato che una parte rilevante del tracciato interessa proprio la provincia di Novara e che tra i siti individuati per il reperimento dei materiali figurano impianti attivi anche sul territorio novarese. Un passaggio ritenuto fondamentale dalla Regione per garantire tempi certi, maggiore organizzazione dei cantieri e un sistema di controlli più efficace.

Il Piano era stato approvato per la prima volta nell’aprile 2020, ma l’aggiornamento recepisce la variante presentata da Anas e Gruppo FS Italiane nel novembre 2025. Un aggiornamento indispensabile per adeguare il documento al progetto esecutivo dell’opera e definire in modo puntuale come verranno reperiti, gestiti e utilizzati i materiali da costruzione e quelli derivanti dagli scavi. La Pedemontana rappresenta una delle infrastrutture più importanti per il quadrante nord-orientale del Piemonte, perché migliorerà i collegamenti tra le province di Biella, Vercelli e Novara con le principali arterie autostradali del Nord-Ovest, contribuendo a rendere più fluida la mobilità e più competitivo il sistema logistico-produttivo del Novarese.

Per la realizzazione dell’opera è previsto un fabbisogno di circa 3,2 milioni di metri cubi di materiali litoidi, che saranno reperiti attraverso cave già autorizzate e siti selezionati secondo criteri di vicinanza ai cantieri, operatività, compatibilità ambientale e riduzione degli impatti sul territorio. Nel complesso, i siti individuati garantiscono una disponibilità superiore ai 3,5 milioni di metri cubi, distribuiti tra impianti attivi nelle province di Biella, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola, oltre a un ulteriore sito nell’area della golena del fiume Sesia, tra Ghislarengo e Arborio. Aspetto, quest’ultimo, che porterà un beneficio ulteriore per il territorio: l’escavazione della golena consentirà infatti la laminazione delle piene del fiume Sesia, elemento confermato dal parere positivo espresso da Aipo.

Un aspetto centrale dell’aggiornamento riguarda l’impostazione orientata al riuso e all’economia circolare. Come previsto dalla legge regionale 23 del 17 novembre 2016, il Piano "ottimizza l’uso delle risorse disponibili in un’ottica di riuso e di economia circolare, mirando ad attenuare gli impatti ambientali e le esternalità del settore delle costruzioni in conformità con gli indirizzi europei". Circa il 15% del fabbisogno complessivo sarà coperto da aggregati riciclati, mentre oltre 277 mila metri cubi di terre e rocce da scavo saranno riutilizzati direttamente in cantiere come sottoprodotto, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale. I materiali restanti saranno gestiti nel rispetto delle disposizioni vigenti, con tracciabilità e controlli ambientali puntuali.

L’istruttoria si è svolta nell’ambito di una Conferenza di Servizi coordinata dal Settore regionale "Polizia mineraria, cave e miniere", con il coinvolgimento delle Direzioni regionali competenti, delle Province, dei Comuni interessati, di Aipo e di Arpa Piemonte, che ha fornito il supporto tecnico-scientifico. La delibera introduce inoltre precise prescrizioni, dall’aggiornamento del cronoprogramma in base allo stato delle autorizzazioni alla verifica delle disponibilità effettive dei siti, fino al coordinamento con gli enti competenti per la gestione della viabilità dei mezzi pesanti.

"Con questo provvedimento – sottolinea l’assessore alle Attività estrattive Marco Gallo – ribadiamo un principio per noi fondamentale: le opere strategiche si realizzano, ma nel pieno rispetto delle regole, della sicurezza e dell’ambiente. L’aggiornamento del Piano rafforza il sistema di controlli e prescrizioni, garantendo che ogni fase esecutiva sia monitorata dalla struttura regionale competente. Abbiamo lavorato per coniugare sviluppo infrastrutturale e tutela del territorio, introducendo condizioni chiare e verificabili". Sulla stessa linea il vicepresidente Elena Chiorino e gli assessori Enrico Bussalino (Enti locali), Marco Gabusi (Infrastrutture) e Matteo Marnati (Ambiente), che rivendicano la volontà della Giunta di accelerare su un’opera attesa da anni.

"Per troppo tempo questo intervento è rimasto fermo, imbrigliato tra procedure e rinvii. Questa Giunta ha scelto un’altra strada: lavorare con serietà e determinazione per sbloccare ciò che era bloccato, assumendosi fino in fondo la responsabilità delle decisioni. Sbloccare la Pedemontana significa dare risposte concrete ai territori, migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere il nostro territorio più attrattivo. Continuiamo a dimostrare con i fatti che il Piemonte dice sì alle opere strategiche, senza ambiguità".

Redazione

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