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Cultura | 19 gennaio 2026, 18:10

'San Gaudenzio Contemporaneo' apre l’anno artistico del Novarese

Al Broletto torna la rassegna curata da Vincenzo Scardigno: arte, comunità e linguaggi contemporanei nel segno del patrono

'San Gaudenzio Contemporaneo' apre l’anno artistico del Novarese

Con l’inaugurazione di San Gaudenzio Contemporaneo 2026 si è aperto, come da tradizione, il calendario artistico del Novarese nel nuovo anno. Negli spazi della Sala Accademia del Broletto, la rassegna curata da Vincenzo Scardigno torna a intrecciare linguaggi, sensibilità e visioni contemporanee nel cuore delle celebrazioni dedicate al patrono della città.

Un appuntamento ormai riconoscibile e atteso, che rinnova il dialogo tra arte e comunità e offre uno sguardo plurale sulla ricerca artistica attuale. San Gaudenzio Contemporaneo conferma così il Broletto come luogo vivo di confronto culturale, capace di accogliere esperienze diverse e di metterle in relazione con l’identità di Novara.

Pittura, scultura, fotografia e sperimentazione convivono in un percorso espositivo che invita all’ascolto e alla riflessione, ma anche alla condivisione, mantenendo saldo il legame con la città e con il significato simbolico delle celebrazioni di San Gaudenzio. A dare ulteriore profondità alla rassegna è il contributo critico di Federica Mingozzi, che accompagna il percorso espositivo con una lettura capace di tenere insieme la qualità delle opere, la coerenza progettuale e il senso complessivo dell’iniziativa.

A sottolineare il valore dell’appuntamento è Andrea Crivelli, vicepresidente con delega ai rapporti con l’associazionismo culturale: «Ogni anno San Gaudenzio Contemporaneo ci ricorda che l’arte è il primo linguaggio con cui Novara sceglie di iniziare il nuovo anno. Si conferma non solo come mostra, ma come gesto collettivo che apre simbolicamente l’anno culturale, ribadendo il valore dell’arte come spazio di relazione e di senso».

Una tradizione, aggiunge Crivelli, «che non si ripete per abitudine, ma perché continua a parlare alla città e al territorio, mettendo in dialogo creatività contemporanea, luoghi simbolici e identità condivisa». Un dialogo che, anche nel 2026, trova nel Broletto uno dei suoi spazi più autentici.

a.f.

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