In Piemonte l’impatto dei dazi statunitensi rischia di colpire il cuore dell’industria manifatturiera e agroalimentare regionale mettendo a rischio oltre 15mila posti di lavoro con effetti visibili già a partire dal quarto trimestre 2025. A rilevarlo l’analisi condotta da ReportAziende.it su dati Istat ed Eurostat aggiornati al 2024, secondo cui il valore delle esportazioni verso gli Stati Uniti nei comparti colpiti dalle nuove tariffe supera i 2,8 miliardi di euro. Le aree più vulnerabili sono quelle di Torino e Cuneo, dove si concentrano filiere legate all’automotive, alla meccanica di precisione e ai prodotti agroalimentari certificati. Il settore auto, che a Torino rappresenta ancora un pilastro industriale, risente fortemente del legame con la domanda americana, in particolare per quanto riguarda la componentistica, l’elettronica di bordo e i sistemi di sicurezza. La meccanica di precisione e gli impianti industriali, attivi in tutta la provincia e nell’alessandrino, esportano verso gli Usa circa il 6% del proprio fatturato complessivo. A Cuneo e Asti, invece, è il comparto agroalimentare Dop a essere sotto osservazione, con prodotti come i formaggi stagionati, i salumi tipici e alcuni vini rossi Docg fortemente penalizzati dal rischio tariffario. Secondo lo studio, inoltre, oltre alla contrazione degli ordini, si prevede un effetto a catena sul mercato interno, causato dalla saturazione delle scorte e dall’erosione dei margini. In Piemonte, questo si tradurrebbe in un aumento medio dei prezzi al consumo fino al 10% per alcune categorie ad alta specializzazione, tra cui formaggi Dop, salumi stagionati, articoli meccanici di precisione e automotive di fascia intermedia.
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