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Novara | 31 gennaio 2024, 13:44

Protesta agricoltori a Novara: trattori e bandiere contro le politiche dell'unione europea VIDEO

Più di 200 trattori affollano il piazzale dello stadio Piola. La protesta si sposterà a Vicolungo, dove gli agricoltori allestiranno un punto informativo per condividere le loro preoccupazioni

Protesta agricoltori a Novara: trattori e bandiere contro le politiche dell'unione europea  VIDEO

La protesta degli agricoltori si manifesta con forza anche a Novara. Sono stati più di 200 i trattori provenienti dal Vercellese e dal Novarese che questa mattina hanno affollato il piazzale dello stadio Piola di Novara, dove si sono dati appuntamento dopo aver percorso a sirene spiegate la Sp 11 entrando a Novara da ovest. Sui trattori soprattutto bandiere tricolori ma sono apparse anche alcune bandiere nere con il teschio e le tibie incrociate. Numerosi i cartelli che ripropongono gli slogan della protesta: "no farmers no food" "senza agricoltura niente cibo e niente futuro", "coltiviamo il nostro e vostro futuro".  Non mancavano anche gli avvisi funerari che annunciano la morte dell'agricoltura. Imponente lo schieramento di Polizia, Carabinieri e polizia locale che ha accompagnato il corteo e che ha aiutato a gestire con ordine la disposizione dei mezzi nel piazzale.

Per questa folla di coltivatori il "nemico" è certamente la politica agricola dell'Unione Europea. Ma il malessere tocca anche molte altre questioni. Nel mirino, ad esempio, anche i prodotti OGM che entrano nel  mercato con caratteristiche più performanti e spiazzano gli agricoltori, costretti a produrre l’Ogm free a costi più alti che non vengono riconosciuti dai prezzi. “E poi - dicono alcuni risicoltori della zona del Vercellese - noi diamo più chimica mentre gli altri usano ogm e glieli pagano bene”. Tra i temi sollevati, soprattutto dai novaresi, molti dei quali hanno le proprie aziende nelle campagne immediatamente a ridosso del centro abitato, anche quello del consumo di suolo: "Si costruiscono - dicono - in continuazione aree logistiche portando via terreno fertile all'agricoltura". Anche interventi apparentemente ecologici sono considerati "nemici". È il caso di Andrea Maggi, risicoltore di Carisio che sta lottando contro l'esproprio dei propri terreni per la costruzione (da parte di piccole aziende collegate in realtà a multinazionali) di un grande parco agrivoltaico all'interno della sua proprietà. "Ci vogliono - dice - normative meno vaghe che impediscano questo tipo di interventi che invece oggi vengono agevolati".

"Le cose stanno notevolmente peggiorando. Vogliamo poter coltivare i nostri terreni, prenderci cura dei nostri prodotti", riassume per tutti Lisa Magni, giovane risicoltrice novarese che è una delle anime della protesta dei trattori in questa parte del Piemonte. "Non ha senso - aggiunge - che ci obblighino a lasciare incolto il 4 per cento di superficie incolta che magari non retribuita, e magari in affitto. E nelle nostre zone vediamo continuamente consumato suolo agricolo per aree industriali e parchi fotovoltaici." Quanto al futuro della protesta, Magni afferma: "Noi speriamo che ci ascoltino ma siamo pronti ad andare avanti".

Poco dopo le 11 il piccolo esercito di trattori ha riacceso motori, sirene e clacson e si è rimesso in movimento. Destinazione Vicolungo, raggiungendo il parcheggio dell’ outlet. Qui gli agricoltori allestiranno un punto informativo con un "palco aperto" dove chiunque vorrà potrà intervenire.

 

ECV

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