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Cronaca | 05 dicembre 2023, 09:16

I furbetti del capo elegante: una nota catena di abbigliamento aveva 237 finti apprendisti e non pagava straordinari. Super multa

L'azienda arrivava a risparmiare 1,2 milioni di euro tra contributi, stipendi, assicurazione e tasse. Sanzione per 120mila euro

I furbetti del capo elegante: una nota catena di abbigliamento aveva 237 finti apprendisti e non pagava straordinari. Super multa

Vendevano abbigliamento e capi eleganti, ma dietro le quinte si muovevano senza rispettare le regole del mercato e la legge. Ecco perché gli uomini della Guardia di Finanza hanno effettuato un'operazione nei confronti di una nota catena di abbigliamento che dava lavoro in maniera irregolare e che non pagava le ore di straordinario effettuate dagli addetti.

In tutto, gli uomini delle Fiamme gialle hanno scoperto ben 237 lavoratori che venivano impiegati irregolarmente. Un'indagine partita proprio dopo la segnalazione da parte di ujn dipendente.

Dalla documentazione acquisita dai Finanzieri nel corso dell’intervento è effettivamente emerso che numerosi lavoratori erano stati inquadrati contrattualmente con la qualifica di “apprendistato professionalizzante”, senza che il datore di lavoro avesse predisposto un idoneo affiancamento con la prevista figura di un tutor aziendale. Comportamento, questo, che aveva consentito alla società di ottenere un ingente risparmio ai fini retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali, quantificabili in circa 1.200.000 euro.

I riscontri della Guardia di Finanza - che hanno riguardato anche punti vendita aziendali ubicati non solo in Piemonte, ma anche in Lombardia e Liguria - hanno anche consentito di scoprire che alcuni dipendenti, impiegati come “gerenti di filiale”, operavano senza che venissero quantificate e retribuite le ore di straordinario dagli stessi maturate.

Le violazioni individuate, distribuite su più anni, sono state contestate a tre rappresentanti legali pro-tempore della società, nonché al direttore del personale e al procuratore speciale, nei cui confronti sono state comminate sanzioni amministrative per 120mila euro.

Redazione Torino

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