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Attualità | 21 maggio 2023, 19:20

Grido di allarme dell'Agenzia sanitaria nazionale delle Regioni: "Entro due anni un quarto della popolazione senza medico di base"

La mancanza di ricambio generazionale e l'aumento del numero di pazienti mettono a rischio l'assistenza sanitaria di base

Grido di allarme dell'Agenzia sanitaria nazionale delle Regioni: "Entro due anni un quarto della popolazione senza medico di base"

Un terzo dei medici di famiglia italiani ha superato i 66 anni di età, e il ricambio generazionale è praticamente inesistente. A lanciare un grido di allarme è uno studio condotto da Agenas (Agenzia sanitaria nazionale delle Regioni), che ha evidenziato la carenza di medici di base su tutto il territorio nazionale.

I dati dimostrano che il numero di giovani che scelgono di intraprendere la professione medica è in diminuzione, mentre il numero di pazienti continua ad aumentare, senza contare l'invecchiamento della popolazione del bel paese. Attualmente, solamente 666 medici di base si sono laureati da meno di 6 anni in Italia. Un ricambio generazionale insufficiente secondo Agenas.

L'esiguo numero di medici disponibili comporta che ogni professionista debba assumere un numero sempre maggiore di pazienti, rendendo l'assistenza sanitaria sempre più complessa. “Attualmente, si registra una media di 1.237 persone per medico, ma molti superano il tetto massimo consentito di 1.500 pazienti, arrivando al 42% di sovraccarico” si legge nello studio di Agenas. Per affrontare questo problema, molte Regioni, come il Piemonte, hanno aumentato il numero di assistiti fino a 1.800 e oltre.

Considerando il saldo tra i medici che vanno in pensione e quelli che terminano la formazione specialistica nei prossimi due anni, si prevede che il 25% della popolazione italiana si troverà senza assistenza medica di base nel 2025. Questa stima ottimistica, basata solo sui pensionamenti come causa di interruzione del lavoro, non considera altri fattori. Saranno introdotti poco più di 10.000 giovani medici entro il 2025, ma ben 13.780 professionisti lasceranno la professione, lasciando scoperti circa 3.600 posti, corrispondenti a quasi 4,5 milioni di italiani senza medico o costretti a gravare sui pochi rimasti, con conseguente deterioramento della qualità dell'assistenza.

Il governo ha stanziato 15,63 miliardi di euro dal fondo PNRR per la sanità, con l'intenzione di dare priorità alle reti di prossimità e all'innovazione, creando le cosiddette "case di comunità".

Redazione

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