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Novara | 15 aprile 2023, 15:45

Dalla cucina al motore: con Hera gli oli alimentari esausti diventano biocarburante

Da Novara un grande contributo al progetto

Dalla cucina al motore: con Hera gli oli alimentari esausti diventano biocarburante

Grazie alla partnership con Eni, agli accordi con i colossi della ristorazione collettiva e alla raccolta degli oli domestici, la multiutility nel 2022 ha avviato alla trasformazione in biocarburante ben 1.540 tonnellate di oli alimentari esausti. In provincia di Novara il progetto vede coinvolti i punti di ristoro CIRFOOD, Elior e Gruppo Cremonini (Roadhouse e Chef Express) per un totale di 8 grandi cucine.

I risultati nazionali del progetto HOVE

Un rifornimento di circa 1,7 milioni di litri di biocarburante, grazie al recupero di oltre 1.540 ton. di olio vegetale esausto. Sono questi, in estrema sintesi, i risultati 2022 del progetto HOVE (Hera Oli Vegetali Esausti), focalizzato sul recupero degli oli di scarto di cucina, frutto sia delle raccolte urbane nei territori dove il Gruppo Hera svolge il servizio di igiene urbana, che delle partnership con grandi gruppi della ristorazione, di cui gestisce e valorizza questi preziosi scarti di cucina.

Una volta pretrattati secondo i rigidi standard del Gruppo, gli oli vengono convogliati alla bioraffineria Eni di Venezia a Porto Marghera, dove, grazie alla partnership fra Hera ed Eni, vengono trasformati in biocarburante idrogenato.

I numeri nel territorio di Novara: oltre 4.500 litri di biocarburante prodotti

La provincia di Novara è stata protagonista significativa di questo progetto di transizione energetica, grazie agli oli raccolti negli 8 punti di ristoro, CIRFOOD, Elior, Roadhouse e Chef Express. Oltre al Capoluogo (4 punti di ristoro), sono stati coinvolti i comuni di Bellinzago Novarese, Castelletto Sopra Ticino, Gattico e Vicolungo.

Complessivamente, in provincia sono state raccolte circa 4 tonnellate di oli di scarto, che hanno consentito di produrre oltre 4.500 litri di biocarburante idrogenato.

Biocarburante tassello della transizione energetica

Oltre alla protezione ambientale (gli oli vegetali esausti se non smaltiti correttamente possono essere molto pericolosi per la natura), l’attività costituisce un tassello rilevante della transizione energetica. Il biocarburante, infatti, abbatte sensibilmente le emissioni di anidride carbonica rispetto ai processi di produzione del gasolio tradizionale senza necessità di modifiche al motore o agli impianti di distribuzione e dunque può accompagnare la progressiva elettrificazione del trasporto leggero, oltre a essere un’immediata soluzione per i segmenti non facilmente elettrificabili come, ad esempio, il trasporto pesante, marittimo e aereo.

Una parte del biocarburante prodotto alimenta i mezzi Hera

Nel segno della piena circolarità, una parte del biocarburante prodotto a Porto Marghera, ritorna a Hera, che vi alimenta una parte della flotta dei mezzi destinati alla raccolta dei rifiuti urbani.

Un progetto che vale l’anidride carbonica assorbita da oltre 58.000 alberi

Complessivamente, il biocarburante derivante dall’azione Hera ha consentito di evitare l’emissione nel 2022 di circa 4.900 ton di CO2: dal punto di vista ambientale, l’equivalente dell’anidride carbonica assorbita in un anno da oltre 58.000 alberi.

Fogacci: un progetto che si inserisce negli obiettivi di circolarità e decarbonizzazione del Gruppo

“Il progetto di recupero e trasformazione degli oli esausti, si inserisce pienamente nel più ampio, ambizioso, contributo che il Gruppo Hera sta dando alla transizione energetica e alla decarbonizzazione del Paese”, spiega Franco Fogacci, Direttore Centrale Servizi Ambientali e Flotte Hera. “Si tratta di un impegno, ben articolato nel Piano Industriale al 2026, che prevede investimenti per oltre 4,1 miliardi, finanziati anche dal PNRR, su sviluppo dell’economia circolare, promozione delle fonti rinnovabili, tutela del patrimonio idrico e resilienza delle reti”.


C.S.

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