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Attualità | 26 marzo 2023, 09:20

“Candidatura cucina italiana patrimonio dell’umanità risposta a dieta globale fatta di insetti e cibi sintetici”

Coldiretti: “Iniziativa utile per valorizzare l’identità dell’agroalimentare nazionale e piemontese e fare chiarezza sulle troppe mistificazioni che all’estero tolgono spazio di mercato a prodotti originali”

“Candidatura cucina italiana patrimonio dell’umanità risposta a dieta globale fatta di insetti e cibi sintetici”

“La candidatura della cucina italiana a patrimonio dell’umanità è la risposta a chi vuole imporre una dieta globale fondata su insetti e cibi sintetici senza alcun legame con il territorio, l’agricoltura locale, le tradizioni e la cultura”. È quanto afferma Coldiretti nel commentare positivamente l’annuncio della candidatura della cucina italiana tra i patrimoni culturali immateriali dell'umanità Unesco, decisa dal Governo su proposta dei ministri dell'Agricoltura e Sovranità alimentare e della Cultura. L'annuncio, segnala l'associazione degli agricoltori, arriva con il record storico realizzato dalle esportazioni agroalimentari Made in Italy nel mondo dove hanno raggiunto il valore di 60,7 miliardi anche sotto la spinta della domanda di italianità in cucina.

“Un'iniziativa utile – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – per valorizzare l’identità dell’agroalimentare nazionale e piemontese e fare finalmente chiarezza sulle troppe mistificazioni che all’estero tolgono spazio di mercato ai prodotti originali. La mancanza di chiarezza sulle ricette Made in Italy offre terreno fertile alla proliferazione di falsi prodotti alimentari italiani all’estero tanto che l’agropirateria internazionale nei confronti dell’Italia ha raggiunto i 120 miliardi. La candidatura, quindi, della cucina italiana va nell’ottica di preservarla anche da cibi lontani dalla nostra cultura come gli insetti e la farina che ne deriva poiché, oltretutto, proprio in Piemonte abbiamo una vasta produzione di farina da frumento tenero, da cui derivano prodotti che nulla hanno a che fare con quelli preparati con la farina di grillo”.

Redazione

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