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Politica | 25 marzo 2023, 12:01

"La destra si comporta come se il suolo fosse una risorsa rinnovabile sacrificando milioni di metri quadri di territori"

Il segretario regionale del Pd all'attacco delle politiche urbanistiche dei governi di centrodestra degli enti locali e della Regione. Lo fa a partire dal caso del maxicentro logistico che si vorrebbe realizzare a Pernate

"La destra si comporta come se il suolo fosse una risorsa rinnovabile sacrificando milioni di metri quadri di territori"

"La destra che amministra Novara, Provincia e il Piemonte si comporta come se il suolo fosse una risorsa rinnovabile, continuando a sacrificare milioni di metri quadri di territorio consentendone la cementificazione e quindi l’impermeabilizzazione".

Il segretario regionale del Partito Democratico del Piemonte, il novarese Domenico Rossi va all'attacco delle politiche urbanistiche dei governi di centrodestra degli enti locali e della Regione Piemonte. Lo fa a partire dal caso del maxicentro logistico da un milione di metri quadrati che si vorrebbe realizzare a ridosso dell'abitato della frazione di Pernate.

"Nel 2021 - spiega Rossi che questa mattina parteciperà ad una conferenza stampa a Novara con il senatore Enrico Borghi, il segretario provinciale Rossano Pirovano e i consiglieri comunali del Pd - la provincia di Novara è stata la prima per consumo di suolo in Piemonte, la seconda in Italia dopo quella di Napoli. Nel 2020 risultava la prima a conferma di un trend costante. Non bastano questi dati all’amministrazione del capoluogo per capire che occorre cambiare rotta? Il Sindaco e la sua giunta decidono di aggiungere capannoni ad altri capannoni e il caso di Pernate è emblematico". 

Rossi ha portato la battaglia contro quello che viene definito un ecomostro, anche nell'aula di Palazzo Lascaris. "Ho portato all’attenzione del Consiglio e della Giunta regionale la situazione con due specifiche interrogazioni.  Al di là degli aspetti tecnici mi pare importante ribadire che La vocazione logistica del territorio non può e non deve coincidere con la disponibilità a costruire ovunque come, di fatto, sta avvenendo. Così come non si possono lasciare al privato le scelte strategiche sul consumo di suolo. Non si tratta di contrapporre ambiente a lavoro o sviluppo ma di abbandonare pratiche sbagliate, che lasciano pesanti eredità alle future generazioni, e scegliere nuovi modelli e nuove pratiche, che tengano insieme cura del pianeta e cura dell’uomo incentivando visioni e pratiche circolari".

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