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Sanità | 13 marzo 2023, 09:35

Aggressioni ai danni degli operatori sanitari, oggi la seconda giornata nazionale contro la violenza

Il Nursing Up denuncia: "Attendiamo risposte concrete dalla politica e dal Ministero della Salute"

Aggressioni ai danni degli operatori sanitari, oggi la seconda giornata nazionale contro la violenza

Le cronache di quest'ultimo periodo riportano con sempre maggior frequenza episodi di violenza nei confronti dei nostri professionisti, sempre più esposti al rischio di subire aggressioni da pazienti e familiari. A livello nazionale sono 5000 all’anno gli infermieri che subisco aggressioni fisiche o verbali e il personale infermieristico rappresenta la categoria di professionisti che subisce maggiormente violenze (46%).

Si tratta di eventi che possono portare a gravi lesioni e/o morte come accaduto recentemente nel bresciano dove una tecnica della riabilitazione psichiatrica ha perso la vita accoltellata da un paziente psichiatrico.

Il Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, crede che la maggior parte degli atti di violenza contro i Professionisti e gli operatori sanitari siano prevenibili. Per questo, al fine di prevenire gli atti di violenza, chiede con forza di adempiere tempestivamente agli obblighi, previsti dal D.lgs. 81/2008. In particolare:

Ø  effettuare un'approfondita, dettagliata e precisa valutazione del rischio “aggressione” nelle strutture delle Aziende sanitarie partendo dalle realtà in cui si sono verificati atti di violenza (servizi di emergenza-urgenza, area psichiatrica, varie degenze...);

Ø  adottare le idonee misure preventive e protettive, individuate nella valutazione di cui sopra, che consentano l'eliminazione o la riduzione delle condizioni di rischio presenti nelle strutture aziendali;

Ø  applicare immediatamente la "Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari" n. 8 del Ministero della salute del novembre 2007 e rivolta a tutte le strutture sanitarie ospedaliere e territoriali. Si tratta di un documento illuminante e di riferimento, e con cui s'intende incoraggiare l’analisi dei luoghi di lavoro e dei rischi correlati e l’adozione di iniziative e programmi, volti a prevenire gli atti di violenza e/o attenuarne le conseguenze negative.

Il Nursing Up vuole essere soggetto proattivo e promotore di iniziative che possano individuare e stimolare tutta una serie di atti ed iniziative volte a tutelare maggiormente il personale, che risulta essere particolarmente esposto. Per questo chiede di:

*      aumentare le risorse umane: non si può continuare a lavorare sottorganico, gli operatori sanitari devono essere in numero adeguato per poter soddisfare tutte le esigenze assistenziali degli utenti e dei loro familiari;

*      elaborare progetti educativi rivolti anche agli utenti;

*      elaborare a livello legislativo una specifica disciplina nell’ambito della prevenzione;

*      implementare la partecipazione da parte delle aziende a sostegno del procedimento penale intentato dall’aggredito: l’azienda si potrebbe costituire parte civile nel procedimento penale, ogni qualvolta si verifichino atti di violenza ed aggressione a danno degli operatori sanitari oppure potrebbe sostenere le spese legali del dipendente aggredito;

*      elaborare procedure aziendali per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari;

*      prevedere strutturalmente anche zone di sicurezza dove il personale può rifugiarsi in attesa del soccorso da parte di altri operatori esterni;

*      implementare il numero di agenti della Polizia di Stato all'interno dei nostri presidi;

*      definire un protocollo d'intesa tra le Aziende e le Forze dell'ordine che regolamenti le modalità di collaborazione per la gestione di questi casi;

*      riportare con cura le conclusioni della valutazione del rischio nel “documento valutazione rischi”;

*      implementare la presenza di mediatori culturali, per migliorare la comunicazione con gli utenti stranieri.

In merito alle aggressioni ai danni degli operatori sanitari, anche la giurisprudenza si sta esprimendo in merito: la sentenza della Corte di Cassazione, sezione lavoro, ha riconosciuto le responsabilità di un'azienda ospedaliera di Palermo per non aver garantito la sufficiente sicurezza a un infermiere aggredito durante lo svolgimento del suo lavoro. È questo il principio per cui la Cassazione ha condannato l'azienda palermitana  a risarcire il danno biologico, morale, professionale e patrimoniale all'infermiere, aggredito da un paziente mentre lavorava in Pronto soccorso.

"Le paure e preoccupazioni generano situazione di stress lavoro correlato e portano spesso il lavoratore ad assumere un atteggiamento più chiuso e più distaccato nei confronti dell’assistito, che compromette il ruolo terapeutico della relazione", sottolinea il segretario regionale Claudio Delli Carri. "Riteniamo pertanto che la problematica sia rilevante e debba essere al più presto affrontata attraverso il coinvolgimento di più figure e servizi ( Direzioni, Servizio Legale, Servizio di Prevenzione e Protezione, Medico Competente, RLS, Forze di Polizia...)".

Il Nursing up si dice pronto a portare il proprio contributo costruttivo. "È giunto il momento di affrontare la problematica delle aggressioni nelle nostre strutture ospedaliere e territoriali in maniera seria ed approfondita, la nostra organizzazione vigilerà attentamente sull’adozione da parte delle Aziende di misure preventive atte a tutelare il benessere psicofisico del dipendente", conclude il segretario Delli Carri.

C.S.

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