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Economia e lavoro | 16 settembre 2022, 11:00

Allarme pmi in Piemonte: "Guerra e caro-energia incidono come il Covid nel 2020"

Già a fine 2021 le imprese "sicure" erano il 17% in meno rispetto al 2019. Gay: "Servono interventi straordinari come il dopo pandemia". Biraghi: "La strada si sta facendo troppo stretta per alcuni nostri colleghi"

Allarme pmi in Piemonte: "Guerra e caro-energia incidono come il Covid nel 2020"

La guerra in Ucraina (e il relativo aumento dei costi dell'energia e dei prezzi in generale) colpiscono le piccole e medie imprese come ha colpito il Covid nel 2020. Lo dicono gli ultimi numeri del Cerved, presentati a Roma insieme a Confindustria. Ecco perché, dal mondo produttivo regionale, si rilancia l'appello a misure straordinarie come accadde già due anni fa, per motivi però sanitari.

Gay: "Misure speciali come dopo la pandemia"

L’analisi sulle Pmi contiene alcuni spunti di estrema attualità - commenta il presidente di Confindustria Piemonte, Marco Gay -. Seppur relativa al periodo immediatamente successivo alla pandemia, cui è seguito un 2021 in Piemonte di ripresa maggiore rispetto alla media nazionale, guardando allo scenario i rischi sono gli stessi di due anni fa. La guerra in Ucraina, l'aumento di gas ed energia, lo shortage di materie prime e componenti, i costi di logistica hanno un’incidenza paragonabile al 2020".

Da qui, appunto, il calo di aziende che possono dormire sonni tranquilli. "Le imprese definite “sicure” già a fine 2021 in Piemonte erano il 17% in meno rispetto al 2019 e conseguentemente erano in aumento quelle solvibili, le vulnerabili e le rischiose stando al Cerved Group Score. Ecco perché come Confindustria, nell’attuale contesto abbiamo richiesto interventi straordinari in tutto simili a quelli post-pandemia". "Chi fa impresa - conclude Gay - ha bisogno di stabilità e serve anche una visione di politica industriale chiara e condivisa tra istituzioni e imprese. Oggi soprattutto, tutto questo va a vantaggio dell’intero Paese per superare la contingenza e costruire la strada per il futuro”.

Biraghi: "Abbiamo resistito meglio, ma ora si fa dura"

E sulla stessa linea si schiera anche il presidente della Piccola Industria di Confindustria Piemonte, Alberto Biraghi. "I numeri confermano una capacità di reazione e ripresa da parte delle nostre imprese migliore rispetto alla media nazionale. Ora però, la strada si è fatta stretta: sempre più colleghi si trovano in difficoltà e si mettono così a rischio le intere filiere, dall’agroalimentare all’automotive, dal tessile ai servizi. E’ da oltre un anno che segnaliamo l’escalation dei prezzi dell’energia e del gas, ben prima dell’avvio della tragica guerra scatenata dalla Russia. Le risposte però sono arrivate in ritardo e hanno avuto un ‘taglio’ solo nazionale, invece che europeo come sarebbe stato auspicabile. Senza contare che molti imprenditori, si trovano ora nella paradossale condizione di dover iniziare a restituire gli aiuti avuti durante la pandemia, e hanno da pagare bollette quintuplicate, se non decuplicate in alcuni casi”. 

Massimiliano Sciullo

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