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Politica | 19 giugno 2022, 09:00

Gestione beni confiscati alle mafie, per il Pd serve cambio passo su politiche di utilizzo

Un primo passo sarebbe quello di non rinviare ulteriormente l'uscita del bando per il riutilizzo sociale atteso dal 2019

Gestione beni confiscati alle mafie, per il Pd serve cambio passo su politiche di utilizzo

Il Piemonte è il penultimo, in Italia, per la gestione dei beni confiscati. È la denuncia che Libera ha portato nella commissione legalità svoltasi mercoledì 15 giugno, durante la quale ha presentato la ricerca "Beni Confiscati in Rete" portata avanti in collaborazione con l’Università di Torino..

“È evidente che occorre un cambio di passo in Piemonte sulle politiche di riutilizzo dei beni confiscati alle mafie", dichiara il consigliere regionale novarese del Pd e vicepresidente in commissione sanità.

"Da un lato è necessario aumentare le risorse finalizzate al riuso sociale, ma anche innovare gli aspetti organizzativi così da velocizzare i percorsi e sostenere Comuni e terzo settore, che sono gli attori principali, con strategie chiare e favorendo il coordinamento e la collaborazione tra istituzioni” aggiunge il consigliere.

“Un primo passo concreto per la nostra regione sarebbe quello di non rinviare ulteriormente l'uscita del bando per il riutilizzo sociale dei beni che attendiamo dal 2019. Torneremo a sollecitare in tal senso il Presidente Cirio e la giunta. Ma più in generale non dobbiamo dimenticare che la lotta alle mafie non può essere solo azione repressiva, ma necessita di azioni sociali e culturali. Nel quarantesimo anniversario dell’omicidio di Pio La Torre l’unico modo per onorarne davvero la memoria è fare del nostro meglio per dare gambe alle idee per cui fu ucciso, lavorando meglio sui beni confiscati” conclude il consigliere Dem.

C.S.

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