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Attualità | 12 giugno 2022, 08:20

Election day, urne aperte fino alle 23

Mascherina raccomandata ma non obbligatoria per recarsi ai seggi

Election day, urne aperte fino alle 23

Urne aperte questa mattina alle 7 per l’election day, dove gli italiani sono chiamati ad esprimersi sui 5 quesiti del referendum sulla giustizia, e in alcuni comuni sono chiamati alla scelta del sindaco e del consiglio comunale.

Quando si vota

I seggi rimarranno aperti nella sola giornata di domenica, dalle ore 7 alle 23. Alla chiusura saranno prima scrutinate le schede relative ai referendum; in un secondo momento, dalle 14 di lunedì, toccherà alle schede per le Comunali.

Referendum

Gli i taliani sono chiamati ad esprimersi sulla legge Severino, sulla separazione delle carriere, sulla custodia cautelare, sulle firme per la presentazione delle candidature alle elezioni dei togati del Csm e sui consigli giudiziari.

Perché il referendum sia valido, è necessario che venga raggiunto il quorum del 50% più uno dei votanti, altrimenti la consultazione risulterà automaticamente annullata.

Il voto nei Comuni fino a 15 mila abitanti

Le modalità di espressione del voto cambiano in base al numero di abitanti: nei Comuni fino a 15 mila abitanti, si può tracciare un segno sul nome del candidato sindaco (senza indicare preferenze di lista) o sul contrassegno della lista collegata al candidato sindaco (che cioè ne appoggia la candidatura); in quest’ultimo caso, infatti, il voto si estende anche al candidato. È possibile, come terza ipotesi, indicare una x sia sul candidato sindaco che sulla lista collegata, scrivendo accanto il cognome del consigliere scelto.

Il voto viene attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco. Viene eletto primo cittadino il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Il voto nei Comuni oltre i 15 mila abitanti

E' possibile tracciare un solo segno sul rettangolo che indica il nome del candidato sindaco, senza cioè indicare alcuna lista che lo appoggia: in quest’ipotesi, il voto viene assegnato solo al candidato sindaco. Si può poi tracciare una x solo su una delle liste collegate oppure sia sul nominativo del candidato sindaco che su una delle liste che lo appoggiano: in entrambi i casi il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista collegata. Nei Comuni con più di 15 mila abitanti si può anche esprimere il cosiddetto voto disgiunto, tracciando cioè un segno sul nome del candidato sindaco e un altro su una delle liste che non lo appoggiano: in questo caso, il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista non collegata. 

Diventa sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno); se invece nessun candidato raggiunge tale soglia al primo turno, si torna a votare per un secondo turno (il ballottaggio), previsto per domenica 26 giugno, tra i due candidati più votati.

Le preferenze

Nei Comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti, si può esprimere una sola preferenza per un candidato consigliere comunale. Nei Comuni con più di cinquemila abitanti, invece, si possono indicare non più di due preferenze per i candidati a consigliere comunale, scrivendo il cognome (insieme al nome, in caso di omonimia tra due candidati) nelle apposite righe tratteggiate, sotto al contrassegno di lista. In caso di doppia preferenza, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza. Queste ultime devono essere manifestate, esclusivamente, per candidati compresi nella lista votata.

Mascherina raccomandata ma non obbligatoria

Per la prima volta, in tempo di Covid, per recarsi ai seggi la mascherina - ora che è terminato lo stato d'emergenza - non sarà più obbligatoria, anche se il suo utilizzo è 'fortemente raccomandato', secondo le ultime disposizioni definite in accordo tra il Ministero dell'Interno e quello della Salute.


Redazione

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