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Politica | 18 maggio 2022, 12:30

Sanità, corsi per i medici nei pronto soccorso

Grimaldi (Luv): "Invece di rivedere i bandi e offrire posizioni lavorative migliori, si demanda l’incombenza al privato"

Sanità, corsi per i medici nei pronto soccorso

Come la Giunta intende sostenere e implementare la sanità pubblica a fronte delle difficoltà emerse nella gestione della pandemia da Covid19? Questo l’interrogativo che il capogruppo di Luv in Regione, Marco Grimaldi, ha rivolto all’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi durante la seduta odierna.

Secondo quanto riferito in aula dallo stesso Icardi, l’emergenza COVID ha impattato in misura molto rilevante sull’ambito sanitario e sociale. In Piemonte sono state adottate una serie di misure per affrontare la pandemia: potenziamento dei servizi e dei posti letto, acquisizione di personale, gestione a domicilio dei pazienti, attività di contacttracing e vaccinazioni. Allo stesso tempo, ha proseguito l’assessore, si è evidenziata in misura ancora maggiore la difficoltà a reperire personale, situazione presente contemporaneamente a livello regionale e nazionale. Anche sulla scorta di tali considerazioni è stato progettato e realizzato il primo corso di formazione per medici da inserire progressivamente nelle attività di PS. Al momento si è conclusa la formazione del primo gruppo di 15 medici professionisti in via di contrattualizzazione con le ASR.

Per il capogruppo di Luv aprire all’ipotesi dei privati nei pronto soccorso è il modo migliore per cancellare l’uguaglianza nelle cure. Quando un cittadino entra in un ospedale privato che ha un pronto soccorso crede di essere nel pubblico ma diventa immediatamente un potenziale cliente e il giorno dopo un “solvente”. Il pronto soccorso è pagato dal pubblico piè di lista, la Holding in questione potrà diversificare i percorsi di cura a seconda della capacità di spesa dei pazienti, creando liste di attesa più brevi per chi ha più denaro e penalizzando i più poveri: un concetto di sanità profondamente sbagliato e contrario alla nostra Costituzione. Invece di rivedere i bandi e offrire posizioni lavorative migliori, cosi ha concluso Grimaldi, si demanda l’incombenza al privato.

Redazione

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