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Economia e lavoro | 07 maggio 2022, 14:00

Come si adattano i pascoli alpini ai cambiamenti climatici

La particolare vulnerabilità delle Alpi ai cambiamenti climatici è acclarata: i mutamenti stanno impattando sulla natura, sull’uomo e sull’economia del contesto montano. Sono le risultanze del progetto Life

Come si adattano i pascoli alpini ai cambiamenti climatici

Primavere siccitose, estati con picchi di calore anomali, piogge sempre più intense e concentrate, inverni secchi, sono eventi con i quali gli agricoltori già oggi sono chiamati a fare i conti, ma che sempre più condizioneranno l’azione e le scelte di chi opera sul territorio.

È in questo quadro che si è inserito l’incontro tenutosi a Ivrea lo scorso 14 aprile in occasione del workshop di validazione organizzato nell’ambito del progetto PASTORALP, un progetto LIFE (finanziato dall’Unione Europea) avviato nel 2017, con lo scopo di studiare gli impatti e definire le strategie di adattamento dei pascoli alpini ai cambiamenti climatici.

Il progetto è coordinato dall’Università degli Studi di Firenze e coinvolge partner italiani (Parco Nazionale del Gran Paradiso, ARPA Valle d’Aosta, Institut Agricole Régional) e francesi (Parc National des Ecrins, Institut National de Recherche pour l’Agriculture l’Alimentation et l’Environment, Centre National de la Recherche Scientifique).

I pascoli alpini sono tra gli ecosistemi più sensibili ai cambiamenti climatici e a disturbi antropici, e al contempo rappresentano un importante elemento per l’economia e la società delle comunità di montagna. Per mettere a punto strumenti volti a ridurre la vulnerabilità di queste aree e promuovere strategie di adattamento, i partner hanno avviato, fin dalle fasi iniziali, un ampio dialogo con tutti i portatori di interesse.

L’incontro di Ivrea si è iscritto in questa logica, promuovendo un confronto tra le risultanze scientifiche, l’esperienza degli agricoltori che operano negli alpeggi e la visione degli amministratori che governano il territorio. Oltre ai partner di progetto si sono riuniti intorno al tavolo l’Università di Torino, gli agricoltori valdostani e piemontesi conduttori d’alpeggio, le loro rappresentanze (AREV), sindaci, funzionari e dirigenti regionali del settore agricoltura e gestione delle acque.

Un lavoro corale che si è focalizzato sull’esame e la validazione delle misure tecniche per fronteggiare nel breve, medio e lungo termine gli eventi meteorologici e i cambiamenti di fondo del clima, per poi passare alle strategie politiche con la formulazione di possibili raccomandazioni da inserire nelle strategie di settore, affinché queste possano tenere nella giusta considerazione i fabbisogni emersi per una migliore gestione degli alpeggi. Un lavoro che ha toccato numerosi argomenti: dall’introduzione di piani di pascolamento agli investimenti sulle strutture d’alpeggio, dalla gestione delle acque alla multifunzionalità delle aziende agricole, dalle speculazioni sugli aiuti legati alle superfici d’alpeggio alla protezione della biodiversità.

È possibile visionare i risultati del progetto e conoscere i prossimi appuntamenti sul sito https://www.pastoralp.eu/homepage/ (fonte Arpa VdA)

Redazione Aosta

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